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Disagio sociale dietro le stranezze di una mamma

Disagio sociale dietro  le stranezze di una mamma

Intere mattinate passate all’autogrill con la sua bambina. La Polizia apre un dialogo: ora ha accettato di farsi curare

CIVITAVECCHIA – Un comportamento strano, caratterizzato da eccessiva riservatezza, talmente tanta riservatezza da far trasparire paradossalmente una richiesta urgente di auto. Un caso normalissimo, drammatico nella sua semplicità, di quelli che di tanto in tanto emergono dal calderone delle notizie che nessuno racconta e finiscono su una pagina di giornale, magari con tanto di lieto fine. E il lieto fine questa volta lo ha firmato la Polizia, protagonista in una vicenda singolare che vede al centro della scena una bambina. Non ha ancora l’età per andare a scuola e vive in simbiosi con la sua mamma che la coinvolge in ogni iniziativa. Mamma e figlia si svegliano insieme, trascorrono intere giornate insieme, vanno a dormire insieme ogni sera per poi ripetere lo stesso copione l’indomani, con poche sbavature in grado di rappresentare una variante alla routine di sempre. (agg. 04/02 ore 9) segue

LA STORIA. Di tanto in tanto in un contesto schematico si inserisce l’elemento di novità: la passeggiata quotidiana in quel determinato luogo, l’incontro cercato e trovato con la solita persona, probabilmente il gelato gustato al solito bar. Tutto accade in una realtà come Civitavecchia, troppo grande per essere considerata paese, troppo piccola per definirla città. Tutti notano, osservano, commentano, arrivano a conclusioni. Che ci fa tutte le mattine una giovane donna con la sua piccola bambina all’autogrill? Con tanti posti per fare colazione, proprio qui si fermano per poi trattenersi per l’intera mattinata senza incontrare nessuno? E poi, che senso ha usufruire del bagno per un periodo di tempo così lungo ogni giorno? Appuntamento fisso all’autogrill ogni giorno: la donna arriva in macchina, parcheggia, scende, entra con la figlioletta, ordina la colazione e utilizza il bagno per diversi minuti. Poi, mamma e figlia, comodamente sedute al tavolino restano fino all’ora di pranzo. Il fatto è arrivato alle orecchie degli agenti del commissariato di viale della Vittoria, che hanno deciso di vederci chiaro. Sono stati comandati dei servizi specifici di osservazione, coordinati dal dirigente Nicola Regna e nel corso di uno di questi non è stato difficile notare la donna e la figlia. I poliziotti si sono avvicinati con molta discrezione, hanno intrapreso un dialogo propositivo con la mamma e coccolato un po’ la bambina.(Agg. 04/02 ore 9.30)

L’AIUTO. A seguito di quel colloquio, iniziato all’autogrill e terminato negli uffici del commissariato, è emersa una chiara situazione di disagio legato alla donna, tanto che in ausilio sono arrivati gli specialisti della Asl. Si è parlato tanto e proprio da quei discorsi caratterizzati da umanità, tatto e disponibilità, sono venuti a galla problemi rilevanti che necessitavano di essere affrontati da chissà quanto tempo. Ed è ciò che è successo. La donna ora è ricoverata all’ospedale San Paolo, sotto cura di medici competenti capaci sicuramente di ricondurla fuori da un tunnel mentale che sembrava senza uscita, della piccola si stanno invece occupando in via provvisoria i servizi sociali, in attesa di riconsegnarla alla mamma quando sarà guarita. (Agg. 04/02 ore 10)

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