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Macerata. ''Viva l'Italia'' e spara a 6 immigrati

Macerata. ''Viva l'Italia'' e spara a 6 immigrati

Fermato un italiano incensurato, Luca Traini, che ha terrorizzato le vie del centro esplodendo colpi da un'auto in corsa

CIVITAVECCHIA – Raid razzista a Macerata. Questa mattina da un’auto in corsa, un’Alfa Romeo 147 di colore nero, sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco in diverse zone della città, tra via Cairoli, via Piave e via Spalato. Il bilancio è di sei feriti, due più gravi, ma non in pericolo di vita, tutti immigrati extracomunitari. “#Macerata i feriti accertati sono di nazionalità straniera. Subito soccorsi sono ora in ospedale”, ha scritto la polizia di Stato in un tweet. (ORE 12.39)

FERMATO UN GIOVANE – Per la sparatoria le forze dell’ordine hanno fermato un 28enne italiano, incensurato, residente in città. Il giovane, Luca Traini, era solo in macchina.

Al momento dell’intervento dei carabinieri della stazione di Pioraco (Mc) – secondo quanto riporta il sito del ‘Resto del Carlino’ – il 28enne è sceso dall’auto con una bandiera dell’Italia legata intorno al collo, è salito sui gradini del Monumento ai Caduti e ha urlato: “L’Italia agli italiani“, facendo anche un saluto romano.

Luca Traini era stato candidato con la Lega Nord al consiglio comunale di Corridonia, nel maceratese, alle elezioni del 2017.

A quanto si apprende dai carabinieri, quando è stato bloccato il giovane era lucido e ha ammesso le sue responsabilità. Secondo quanto ricostruito dai militari, ha fatto tutto da solo.

Al momento del fermo non avrebbe detto nulla su un possibile collegamento con i fatti tragici che hanno scosso la cittadina marchigiana giorni fa con il ritrovamento del cadavere della 18enne Pamela Mastropietro, fatta a pezzi e nascosta in due trolley. “Non si conoscevano “, sottolinea all’Adnkronos Marco Valerio Verni, zio di Pamela e avvocato della famiglia della ragazza. “La famiglia di Pamela, appena ha appreso la notizia, ha preso le distanze dal fatto. Nonostante l’amarezza e il dolore che naturalmente stanno pervadendo l’animo di tutti, non sono questi i modi per reagire”. “Nonostante l’esasperazione, il nostro è un Paese civile, uno stato di diritto. La giustizia dovrà fare ora più che mai il suo percorso, assicurando una pena esemplare alle bestie che hanno fatto un simile efferato delitto”, aggiunge Verni riferendosi a quanto fatto a Pamela. “E la politica si deve render conto che su certe tematiche ha sbagliato qualcosa e va aggiustato il tiro”. (ORE 18.07)

SINDACO DI MACERATA – “L’uomo è stato catturato, l’allarme è cessato” ha detto all’Adnkronos il sindaco di Macerata, Romano Carancini, che dalla pagina Facebook del comune aveva lanciato l’appello ai cittadini a restare in casa per la presenza di un uomo armato in giro per la città.

“Tiriamo un grande sospiro sollievo – ha aggiunto il sindaco all’Adnkronos – Purtroppo le vittime sono tutte di colore. La trovo una cosa di una gravità assoluta, come la morte orribile di Pamela“. Poi l’appello di Carancini: “I cittadini abbiano rispetto di tutti, l’odio non sopraffaccia il rispetto delle persone”. “Non vorrei – ha concluso – che tutto ciò innescasse qualcosa che non deve essere”. (ORE 19.22)

GENTILONI– Il premier Paolo Gentiloni ha sentito il sindaco di Macerata per esprimere il suo apprezzamento per le parole di responsabilità istituzionale con le quali si è rivolto ai suoi concittadini. “Lo Stato sarà severo verso chiunque pensi di alimentare una spirale di odio e violenza” ha detto il presidente del Consiglio in una dichiarazione a palazzo Chigi. Un rischio, quello di alimentare “odio e violenza”, che va fermato. “Fermiamo questo rischio, subito”, ha sottolineato il premier. “Confido nel senso di responsabilità di tutte forze politiche” ha aggiunto.

SINDACO DI TOLENTINO – Luca Traini non risiedeva a Tolentino, ma ci andava ogni tanto per vedere la nonna. “Questo ragazzo ha la nonna qui a Tolentino – racconta all’Adnkronos il sindaco Giuseppe Pezzanesi – ogni tanto la veniva a trovare, io personalmente non lo conosco. Siamo tutti sconvolti da quello che è successo”. Controlli delle forze dell’ordine sono in corso anche nell’abitazione della donna.

“E’ brutto dover annoverare che c’è un clima di non rispetto della vita umana”, continua il sindaco ricordando da un lato “la rabbia” per quanto accaduto giorni fa, quando è stato ritrovato il cadavere di Pamela, e dall’altro il fatto che la convivenza e l’integrazione non possono essere messe “a repentaglio per un gesto sconsiderato”.

“Bisogna alzare barriere di fronte ai qualunquismi” sottolinea il sindaco appellandosi anche alla politica: “Si scenda dai palcoscenici e si faccia come facciamo noi sindaci: ci si rimbocchi le maniche e si facciano provvedimenti perché il Paese abbia messaggi forti di stabilità e convivenza civile”.

COLPITA ANCHE SEDE PD – Anche la sede del Pd a Macerata è stata colpita dagli spari di Luca Traini. Lo conferma un tweet di Deborah Serracchiani: “Il folle che ha sparato su cittadini inermi e contro la sede del @pdnetwork a Macerata è un esponente della Lega candidato alle comunali 2017”. Chi come Salvini e Fedriga “fa l’occhiolino agli estremisti – incalza l’esponente dem – prenda immediatamente le distanze”.

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IL VESCOVO – Per monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, dietro il raid xenofobo a Macerata “non c’è un solo colpevole, ci sono tante persone che hanno fatto meno il loro dovere”. “Quando il livello tra culture viene esasperato – osserva il vescovo all’Adnkronos – succede che le persone che sono mentalmente meno attrezzate sono le prime a saltare”.

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