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La riscossa del vetro: altro che usa e getta

La riscossa del vetro: altro che usa e getta

Per gli italiani è insostituibile, il 35% lo sceglie per igiene e salute, il 26% perché ecologico

Non ha mai smesso di essere il contenitore d’elezione per vino e birra, soprattutto tra gli estimatori del buon bere, ma è in corso la sua rimonta anche tra le acque minerali e dopo essere tornato a bordo degli aerei non stupirebbe se presto tornasse anche per il latte. Il vetro alla riscossa: dopo essere stato spesso sostituito a vantaggio dell’usa e getta, la crescente attenzione alla sostenibilità e all’impatto ambientale di ciò che buttiamo via, ma anche alla qualità di ciò che facciamo entrare in casa, questo materiale dalle indiscusse virtù potrebbe avere la sua rivincita. Intanto, qualche dato: tutti con il segno più i numeri della produzione di vetro nel periodo gennaio-ottobre 2017. Dalle rilevazioni di Assovetro, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le bottiglie hanno visto un incremento dell’1,8%, i flaconi del 2%, il casalingo dell’1,3% e la produzione di vasi un +5,6%. La produzione nazionale vetraria, nel 2016, è stata pari a 3,7 milioni di tonnellate con un +7,8% rispetto al 2015: questo significa che ogni anno l’Italia produce 62 kg di vetro per abitante. Nel settore fabbricazione di vetro e prodotti in vetro operano 4.594 imprese. Gli occupati sono 36mila circa, con punte di oltre 15mila nella fabbricazione di vetro piano, di 7,5mila in quella del vetro cavo (in aumento dal 2011 del +17,8%) e di 6,2mila nelle aziende di fabbricazione e lavorazione del settore altro vetro. Numeri che parlano di un meritato successo. E infatti, secondo l’indagine realizzata dal Censis per Assovetro (“Il valore sociale di prodotti e attività dell’industria vetraria italiana”) per 28 milioni di italiani il vetro è insostituibile o quasi, soprattutto per alcuni utilizzi. Quali? Per il 40,9% degli italiani solo vetro per il vino, impensabile conservarlo in contenitori di altri materiali; il 31,7% lo ritiene insostituibile per la birra. Insomma, per gli italiani non è buon vino se non è nel vetro, il materiale più adatto a conservare la qualità della bevanda. E c’è anche un 25,9% che ritiene il vetro il materiale insostituibile per i profumi; un 21,9% per i bicchieri di pranzi e cene (seguono poi anche lampadari e lampade, farmaci, edilizia, contenitori per alimenti e cosmetici). Insostituibile perché è un materiale igienico e salutare (per il 35,7% del campione intervistato dal Censis), ecologico e riciclabile (25,9%), sicuro (12,1%), classico (4,9%) e versatile (4,8%). Curiosità: il vetro piace ai giovani. I ‘millennials’ sono la classe di età che ha la visione più articolata delle proprietà del vetro: i termini che più vengono in mente a un giovane nel pensare al vetro sono ‘ecologico’ e ‘riciclabile’ (24,7%) a differenza delle altre classi di età che, invece, richiamano in primis ‘igienico’ e ‘salutare’. Il 65% degli italiani considera il packaging in vetro il più sicuro per il cibo, il 72% degli italiani per le bevande, il 51% lo reputa migliore per prevenire forme di contaminazioni del cibo. E poi, il vetro per le sue proprietà è particolarmente in linea con le esigenze di riciclo e riutilizzo: dal vetro si ottengono efficacissimi prodotti usa, getta e si ricicla al 100%. E nel 2018, secondo stime, il vetro raggiungerà l’obiettivo del 75% di riciclo cioè un tasso di riciclo pari a due terzi del totale del vetro messo in consumo.

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