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Ladispoli, dietrofront del sindaco su Piazza Grande

Ladispoli, dietrofront del sindaco su Piazza Grande

Alessandro Grando ci ripensa e intavola una trattativa con la società del discusso piano integrato  «Siamo determinati ad ottenere il massimo per la nostra città»

LADISPOLI – Dopo la determinazione nella revoca dei permessi a costruire e dell’approvazione del piano il comune di Ladispoli sembra ritornane sui suoi passi pronto ad arrendersi.

Ad annunciarlo è il sindaco Alessandro Grando che ha parlato nel consueto spazio del sabato a CentroMare Radio di una “trattativa in corso” con la società per scongiurare un esito “incerto” del ricorso al TAR che si discuterà a maggio.

Vi sarebbe già stato un incontro il 25 gennaio scorso nel quale la società si è detta disponibile a rivedere qualcosa. Una disponibilità del tutto naturale considerando che l’ammanco di 175.000 nel piano economico approvato è difficile da confutare. Ma Grando parla anche di rivisitazione del piano e di destinazione di una opera pubblica importante al comune. (agg. 05/02 ore 22.14) segue

IL PIANO INTEGRATO. Un cambio di rotta quello dell’amministrazione che però fa discutere. In campagna elettorale uno dei punti riguardava di fatto l’annullamento del piano integrato, punto sul quale ad inizio mandato Grando aveva ottenuto la fiducia del M5S. Ma le certezze dell’amministrazione sembrano vacillare perché, nell’avventata fase di blocco dei lavori, il comune non ha fatto i conti con il fatto che puntare solo sui cavilli della procedura significava di fatto ricorrere contro se stesso.

Ogni errore nell’incartamento infatti, anche se accertato, non sarebbe mai ricaduto sulla società Piazza Grande, che Di fatto aveva ottenuto i permessi a costruire semmai rilasciati in modo illegittimo dal comune. Per questo appare evidente che il comune stava svolgendo una crociata contro se stesso, tutt’al più contro il dirigente che ha portato avanti la pratica e sul quale sta indagando la Guardia di Finanza.

L’annullamento del piano integrato avrebbe mandato su tutte le furie la Regione Lazio, che settimane fa aveva scritto una sorta di diffida nei confronti del comune. Passerini aveva infatti approvato il piano per silenzio assenso della regione, ma nel contempo la regione aveva dato il via libera definitivo. Di fatto esistevano due autorizzazioni per l’avvio del piano integrato: una del comune e l’altra della regione. L’annullamento della prima lasciava in piedi la seconda sulla quale il comune nulla poteva.

Dal punto di vista politico si prevedono forti critiche per quanto fatto da Grando. Da un lato il centrosinistra sarà pronto a far notare la brutta figura incassata dall’amministrazione, dall’altro il M5S potrà gridare al tradimento delle aspettative. In maggioranza l’unica arma di difesa sarà quella di aver ottenuto con una trattativa qualcosa in più per i cittadini. Del resto un risultato povero considerando che l’assenza di 175.000 euro era già stata messa sul tavolo dall’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Ladispoli. (agg. 05/02 ore 23)

IL COMMENTO DI GRANDO. «Per chiarezza – ha dichiarato Grando in merito al dibattito- ribadisco subito che il programma integrato, così com’è, non ha mai riscontrato il mio gradimento e che, ad oggi, se non ci saranno delle modifiche importanti, continuerà a non essere apprezzato dal sottoscritto e dalla maggioranza tutta. Voglio inoltre precisare che l’unica vera azione di contrasto, con effetti tangibili, è pervenuta dalla mia amministrazione che ha inizialmente bloccato i lavori e poi revocato i permessi di costruire, uscendo vittoriosa da due pronunciamenti del TAR in materia cautelare. È poi opportuno ricordare che il piano prevedeva poco o nulla per la città: tanto commerciale e tanto residenziale (troppo), per una piccola piazza e 750.000 euro da destinare alla realizzazione di un ulteriore campetto di calcio, da abbinare a quello da poco terminato e finito agli onori della cronaca per vicende poco chiare. Tale impostazione, a prescindere dalle criticità da noi sollevate, è evidente che verrebbe contrastata con tutti i mezzi possibili. Ma se invece fosse possibile giungere ad una soluzione che consentisse alla nostra città di ricevere in cambio qualcosa di veramente utile e di importante per la collettività?».

«In concreto – continua Grando – potremmo ottenere la diminuzione delle cubature residenziali, con l’eliminazione di una palazzina a favore di un aumento degli spazi pubblici; la realizzazione di un parco giochi inclusivo, quindi adatto ai ragazzi diversamente abili; la realizzazione di una palestra in cui dare la possibilità di allenarsi alle associazioni sportive locali di portatori di handicap, con particolare riferimento ai ragazzi della scherma che da anni collezionano medaglie in tutte le maggiori competizioni internazionali; ed oltre a questo la realizzazione di una piscina comunale di importanti dimensioni, che possa essere utilizzata sia per il nuoto libero sia per le competizioni sportive ad alto livello.

Se riuscissimo ad ottenere tutto questo ci sarebbe ancora qualcuno disposto a parlare di un Comune che si arrende e che tratta la sua resa? Credo piuttosto che si dovrebbe parlare di un nuovo programma integrato, esempio di sinergia tra imprenditoria e amministrazione pubblica a favore della città. Il progetto sarebbe finalmente la testimonianza di un equilibrio tra edilizia e servizi e sarebbe perfettamente in linea con il nostro programma elettorale, nel quale abbiamo dichiarato di voler prestare particolare attenzione alle proposte che prevedano la realizzazione impianti sportivi, luoghi di aggregazione e svago e servizi utili alla collettività. Io credo che sarebbe più corretto, in tale eventualità, che si parlasse di una vittoria: la vittoria di una città che non si arrende e che lotta, sempre, per ottenere il miglior risultato possibile. Ad oggi, comunque, non è stato raggiunto alcun accordo con la Società Piazza Grande, e se le nostre richieste non venissero accolte non avremmo problemi ad affrontare l’udienza dell’8 maggio, certi della bontà del lavoro fin qui svolto. Dunque nessuna resa, casomai il contrario. Mai come oggi siamo determinati ad ottenere il massimo per la nostra città». (agg. 05/02 ore 23.45)

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