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''Mia nipote Pamela trucidata da bestie feroci''

''Mia nipote Pamela trucidata da bestie feroci''

Parla lo zio, l’avvocato Marco Valerio Verni: «Un dolore straziante che merita giustizia» «La mia famiglia è distrutta dal dolore. Contribuirò a fare giustizia»

di GIAMPIERO BALDI

 

S. MARINELLA – Sono momenti difficili in casa Verni per la tragica conclusione della vicenda che ha riguardato la diciottenne Pamela Mastropietro, uccisa e fatta a pezzi per nasconderla in due valigie ritrovate lungo un canale. La ragazza, era nipote dell’avvocato civitavecchiese, a cui era molto legata, e che lascerà sicuramente un vuoto incolmabile in quella casa. (agg. 04/02 ore 9.52) segue

TRUCIDATA DA BESTIE FEROCI”. «Mia nipote Pamela – dice Marco Valerio Verni – è stata trucidata da bestie feroci, che hanno fatto a pezzi il suo corpo, con particolari molto macabri che, per rispetto della sua stessa memoria, risparmio qui. Pamela era una ragazza solare, intelligente, piena di vita, proprio questo l’aveva portata ad accettare l’aiuto di una comunità per rimettersi in piedi dopo che, alcuni incontri sfortunati, l’avevano fatta vacillare. A metà gennaio mi aveva chiesto un aiuto per scrivere su un quotidiano telematico, attraverso un personaggio immaginario, della sua esperienza affinchè potesse essere d’aiuto e di conforto per altri ragazzi. Sapere che abbia fatto questa tragica fine è qualcosa di straziante, che merita giustizia. Ed è quello che, da avvocato, da zio e da suo padrino di battesimo farò in modo di farle avere. In tal senso, mi impegnerò fino all’ultima energia che mi dovesse rimanere, affinchè altre persone non abbiano a subire la stessa fine». (Agg. 04/02 ore 10.30)

“QUESTA E’ LA MIA PIU’ GRANDE BATTAGLIA”«Non sarà facile – continua Marco – perchè dovrò costantemente far prevalere la freddezza e la lucidità professionale ai sentimenti di zio. Ma il mio background trascorso mi ha forgiato nel carattere alle battaglie, e questa è, evidentemente per me, la più importante di esse. Ringrazio tutti,uno ad uno, per i messaggi di stima e di vicinanza che avete voluto rivolgere a me ed alla mia famiglia, che è distrutta dal dolore ma, nello stesso tempo, forte e determinata per aiutare Pamela ad ottenere quanto spetta a lei ed alla civiltà tutta, un efferato crimine compiuto con quelle modalità al punto da ridurre in brandelli un corpo, che neanche la peggiore delle bestie affamate avrebbe potuto fare è infatti uno scempio che riguarda tutto il mondo civile. Pamela poteva essere la figlia, la sorella, la nipote, l’amica di tutti. Ho la fortuna di lavorare a contatto di un gruppo di Carabinieri, che hanno dimostrato sin dalle prime fasi una professionalità ed una umanità eccezionali, che spero possano trovare il giusto esito processuale, anche attraverso il lavoro della magistratura che mi auguro possa svolgere al meglio il suo lavoro. Lascio ad altre sedi ulteriori considerazioni sull’attuale indagato, sul fatto che, a quanto sembra, avesse il permesso di soggiorno scaduto e via dicendo». «Quello che ora mi interessa – conclude Verni – è contribuire, anche a nome della mia famiglia e di tutta la comunità civile, a regalare giustizia a mia nipote Pamela”. Venuto a conoscenza che ieri mattina un 28enne di Macerata ha sparato da un’auto contro alcune persone di colore ferendone quattro, Verni risponde così. “Non si può reagire in questo modo per un crimine commesso – afferma l’avvocato – noi siamo un popolo civile, non bisogna mai abbassarsi a certi livelli. I processi si fanno nelle aule di giustizia e bisogna evitare giustizia privata. Oggi c’è tanta esasperazione e i vari governi hanno fallito sulle politiche dell’immigrazione. Ma non si può andare in strada a sparare per farsi giustizia. Il popolo deve manifestare il proprio risentimento nelle urne». (agg. 04/02 ore 11)

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