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Soccorsi tempestivi per le dragonesse

Soccorsi tempestivi per le dragonesse

Incidente ieri durante gli allenamenti, il racconto del gruppo femminile: "Gli ormeggiatori sono subito intervenuti, il Circolo ha monitorato la situazIone". Sul posto la Guardia costiera e le ambulanze: due persone sono finite al pronto soccorso

CIVITAVECCHIA – Brutta avventura per fortuna a lieto fine per l’equipaggio rosa del Dragon Boat degli Amici della Darsena Romana. Durante l’allenamento di domenica intorno alle 12.35 si è capovolta la canoa e il gruppo femminile delle dragonesse è caduto in mare nella zona della banchina 10. L’equipaggio è stato prontamente soccorso dal gruppo Ormeggiatori con uomini e mezzi a mare; a dare l’allertata Alessandro Pacitti (Asd Amici del Mare) e dai due operatori della Darsena Ronana che monitoravano dal Circolo l’equipaggio. Gli ormeggiatori hanno recuperato tutte le componenti del team e hanno dato loro indumenti asciutti e coperte termiche. (agg. 05/02 ore 20.41) segue

IL RACCONTO DELLA DRAGONESSA CENTURIONI. Alla banchina 5 è avvenuto il trasporto a terra delle atlete insieme agli uomini della Guardia Costiera e del personale sanitario delle ambulanze. Due membri del team reduce dall’incidente hanno accusato malori e sono state trasportate in ambulanza al Pronto Soccorso di Civitavecchia. Una delle due dragonesse finite in ospedale, Sandra Centurioni, racconta: «Ringrazio coloro che hanno lanciato l’allarme e poi Ivan e Marco che dal Circolo ci monitoravano e hanno inviato l’Sos alla Capitaneria di Porto. Un grazie speciale agli ormeggiatori che ci hanno soccorsi, in particolare a quello che vedendomi semicosciente e in ipodermia per scaldarmi mi ha coperto con il suo corpo. Grazie al personale medico e paramedico dell’ambulanza e del Pronto Soccorso e a tutti quelli che si sono adoperati per me e per tutto il nostro equipaggio. Sono anni che facciamo questo sport e non era mai successo, è stata una serie di coincidenze che sommate hanno portato la canoa a capovolgersi. La cosa importante è che nessuna ha mai perso la calma e da vero equipaggio siamo rimaste tutte unite e corse; nessuna ha pensato a se stessa. Il tempo in acqua è sembrato un’eternità. Personalmente in acqua mi sembrava di star bene poi ad un certo punto, mentre mi facevano salire sulla pilotina degli ormeggiatori, non riuscivo più a muovere le gambe e una volta su la temperatura mi è scesa a 33° ed ero semicosciente. Sia sull’ambulanza che al pronto soccorso non ci hanno mai lasciato curandoci al massimo. Non smetterò questo sport». (Agg. 05/02 ore 21.30)

LA TESTIMONIANZA DEL TIMONIERE DELL’EQUIPAGGIO BERRETTI. Timoniere dell’equipaggio rosa Ernesto Berretti luogotenente della stazione navale della GdF. “Partecipo come volontario alle attività remiere dell’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno (ANDOS), in qualità di tecnico di canottaggio, per favorire la ripresa psico-motoria delle donne colpite da tumore al seno. Il Dragon boat è l’imbarcazione che l’ANDOS condivide con l’associazione Amici della Darsena e, domenica, in tarda mattinata, ho sostituito il timoniere, stanco per la precedente attività, per l’uscita di un equipaggio congiunto composto oltre a me, da nove signore e il coach – spiega Berretti – pochi minuti dopo essere usciti dalla Darsena Romana, un imprevisto sbandamento ha fatto capovolgere la canoa e tutti noi ci siamo ritrovati in acqua in prossimità del molo 10 del Porto di Civitavecchia. Essere immersi nell’acqua gelida ha subito creato agitazione tra le signore che però, munite delle dovute dotazioni di sicurezza, hanno accolto il mio richiamo a restare tutte vicine e poggiarsi allo scafo. Incitavo loro a continuare a muovere le gambe per raggiungere il molo distante una cinquantina di metri, su cui si vedeva una scaletta. Continuavo a incitare l’equipaggio a spingere insieme lo scafo, e a non abbandonare il gruppo. Alle mie esortazioni le signore hanno reagito con prontezza e leale energia fino all’arrivo della vedetta dei ‘‘Piloti’’, giunta insieme alla barca degli Amici della Darsena e della vedetta della Capitaneria di Porto.

La mia attività di soccorso in acqua si conclusa dopo avere assicurato che tutte le signore presenti salissero a bordo, aiutate dall’equipaggio della vedetta, prima di salire anch’io, esausto. Durante quei concitati 10/15 minuti mi sono sentito il riferimento da cui le signore si aspettavano il controllo e la sicurezza. Hanno dimostrato di essere un gruppo affiatato, segno che lo scopo del Dragon Boat è raggiunto; io non posso che esternare la mia ammirazione per come ognuna di loro ha affrontato la delicata situazione, sapendo rispondere alle mie direttive. Giunti a terra l’ambulanza ha provveduto a portare al pronto soccorso dell’ospedale di Civitavecchia due signore in ipotermia, dimesse nel tardo pomeriggio. Le altre sono state accompagnate dai presenti presso la sede dell’associazione in Darsena; io nel pomeriggio, dopo avere ripreso il calore e le forze, sono stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Tarquinia dove mi è stata riscontrata la “Contusione emitorace sx”. Tutta l’attività di soccorso è stata tempestiva, efficiente ed efficace. Piloti, Amici della Darsena, Capitaneria di Porto, personale medico e uomini della Security portuale intervenuti: grazie di cuore”. (Rom. Mos.) (agg. 05/02 ore 22.30)

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