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«Nessun rischio per i soci e i lavoratori della Coop di Cerveteri»

«Nessun rischio per i soci e i lavoratori della Coop di Cerveteri»

La rassicurazione del direttore generale della Unicoop al consigliere Marini  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Come si ricorderà nel consiglio comunale dell’11 dicembre scorso, Juri Marini capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale aveva presentato un ordine del giorno in merito ad una notizia che aveva seminato il panico in città. Si paventava infatti che a seguito di una crisi della Unicoop, il supermercato a marchio coop, una tradizione della grande distribuzione in termini  cooperativi, presente in città, potesse subire dei tagli e mandare a casa alcuni lavoratori.  Si ricorderà anche che in quella occasione, il consiglio comunale per effetto dell’ordine del giorno proposto da Marini, che impegnava  il sindaco ad istituire un tavolo di confronto con le sigle sindacali ed i vertici aziendali per far luce sulla situazione, rispose si con voto unanime.
«Come molto spesso succede specialmente nell’ultimo periodo –  come dice lo stesso Marini  – avendo priorità diverse o da egli stesso ritenute più importanti, a distanza dei oltre due mesi, il sindaco non si è ancora attivato». Dopo aver atteso invano, lunedì scorso si decide di contattare direttamente l’ingegner Piero Canova, direttore generale di Unicoop Tirreno, che  ha fugato ogni dubbio sul futuro della nostra coop. 
L’ingegner Canova rassicura Marini dicendo: «La situazione attuale di Unicoop Tirreno deriva da anni in cui i risultati aziendali sono stati negativi e hanno intaccato il patrimonio, ma il nostro compito è rimettere in ordine i conti, non chiudere i supermercati. Tanto meno quelli che funzionano bene. Nello specifico, il punto vendita di Cerveteri non rischia la chiusura. Peraltro non è nei nostri programmi per il prossimo futuro chiudere altri punti vendita. Nel 2017 ne abbiamo chiusi o ceduti alcuni perché presentavano forti perdite di gestione, ma ora siamo concentrati sul miglioramento e il rilancio della rete vendita esistente secondo gli obiettivi del Piano Industriale 2017-2019. Nessuna infondata preoccupazione quindi. Non abbiamo in programma alcuna riduzione dell’organico a Cerveteri. Il necessario miglioramento delle performance del punto vendita sarà affrontato con opportuni accorgimenti di natura commerciale e organizzativa, non certo con tagli al personale. Il Lazio, tra l’altro,  per  Unicoop Tirreno, rappresenta circa 300 milioni di fatturato. Noi stiamo lavorando per risanare la Cooperativa, non per smontarla. Il nostro interesse è che i punti vendita funzionino bene, siano diretti con oculatezza e professionalità, siano competitivi e migliorino i propri risultati».
Nulla da eccepire sui discorsi di ristrutturazione dell’azienda da un punto di vista commerciale. Bisogna senza dubbio adeguarsi alle nuove tendenze del mercato. Il sospetto è, che con le modifiche ultime sulla legislazione del lavoro, le filosofie delle multinazionali che hanno invaso il settore per effetto della globalizzazione, puntano a far cadere i costi sul lavoro e sul lavoratore. Forse l’equivoco se c’era, era tutto quì. Nessuno può pensare che la Coop possa sviluppare stragegie aziendali di quel tipo. Che le voci fossero allarmistiche, sopravvalutate  o quant’altro è possibile. 
Che il problema  fosse anche di natura politica in un momento in cui il lavoro, anche a Cerveteri si perde e non si crea è scontato. 
C’è da dare atto al capo gruppo del PD di averlo sollevato in consiglio comunale, di aver fatto prendere al sindaco un impegno pubblico nella massima assise con il consenso unanime dei rappresentanti degli eletti e di aver continuato a seguirlo da solo visti gli impegni del sindaco e di essere arrivati ad un risultato soddisfacente per i lavoratori della Coop. Scusate, ma anche questa non è una buona pratica?

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