Pubblicato il

La rappresentanza uninominale si può fare

La rappresentanza uninominale si può fare

Discussa in commissione la riforma dello statuto e del regolamento comunale. Ha convinto la proposta del capogruppo Pd Juri marini, il quale ha messo sul tavolo il parere di un Prefetto su un comune campano, dove è stato stabilito che il candidato sindaco eletto in consiglio può fare gruppo a sé

di TONI MORETTI

CERVETERI – Lo scorso consiglio comunale si concluse con l’impegno di convocare una sessione straordinaria del consiglio a breve per poter discutere tutte le mozioni e le interrogazioni presentate, ed erano veramente tante ma soprattutto, si pensa, per studiarne alcune , che proprio non si prestavano ad interpretazioni serene. 
L’opposizione più strenua era stata quella del capo gruppo del Partito Democratico Juri Marini che addita come pretestuosa e mirante a cancellare dal consiglio la rappresentanza di un partito nazionale, il suo PD con la scusa di modificare regolamento e statuto del consiglio. 
Il battibecco con il presidente del consiglio Carmelo Travaglia fu aspro fino a sfiorare, da parte del Marini, ipotesi di presunte ritorsioni verso il suo partito per risentimenti personali per le note vicissitudini di cui furono protagonisti il PD che non si capiva cos’era  in città in quel periodo e Travaglia che ne fu espulso. La  proposta di modifica dello Statuto e del regolamento, infatti, prevedeva che un solo consigliere eletto, anche se candidato sindaco, non poteva costituire il gruppo consiliare composto da se stesso soltanto che diventava così  anche capo gruppo. 
Secondo la proposta fatta da Travaglia, per formare un gruppo dovevano esserci almeno tre appartenenti allo stesso. In pratica, se questa modifica  fosse stata approvata perdeva il gruppo Marini e il PD, Aldo De Angelis e Legalità e trasparenza, Margherita Tassitano e la lista Tassitano Sindaco, Saverio Garbarino e Movimento5S, Salvatore Orsomando e Anna Lisa Belardinelli, tutte quelle sigle, dice Marini, che all’amministrazione, risultano essere scomode. 
Mercoledì scorso di pomeriggio si riunisce la commissione speciale per la riforma dello statuto e del regolamento e succede l’imprevisto. 
Si sono rimangiati tutto. Quelli della maggioranza hanno cominciato mantenendo il punto e cioè che non si poteva fare, cioè mantenere il gruppo, fino a quando non è arrivato il turno per la parola di Juri Marini. Ha chiesto se l’intenzione della maggioranza fosse operare ritorsioni contro qualcuno o contro qualche partito o se invece si era intenzionati a rispettare la legge. Quindi ha messo sul tavolo un parere di un Prefetto nei confronti di un comune campano con uno statuto identico al nostro, che diceva che anche il candidato sindaco, qualora eletto poteva fare il gruppo uninominale in quanto rappresentava tutta la coalizione che lo aveva sostenuto. 
Alla luce di questo fatto, tutti si sono trovati disposti a rivedere la posizione e trovare un punto di mediazione tanto da arrivare ad una sua vecchia proposta che a suo tempo non era stata accolta. Il presidente Travaglia stesso propone che sarebbe stata la maggioranza a portare ai voti e far votare il principio di Juri Marini. E’ a questo punto che va su tutte le furie Aldo De Angelis, l’unico che sarebbe uscito penalizzato da un fatto del genere poiché l’unico tra gli eletti capi gruppo a non essere stato eletto come candidato sindaco. Alla questione di De Angelis che minacciava denunce e richieste di danni asserendo che il suo era ormai un diritto acquisito comunque, si cerca un punto di mediazione trovandolo nel fare la riforma con una norma transitoria che lasci tutto come sta fino alla prossima consiliatura. Tutto come prima.  Un altro risultato positivo che il dinamico Juri può attaccare al suo palmares. 
Dal canto suo il consigliere e capogruppo Marini: «Mi ritengo soddisfatto di quanto avvenuto»

ULTIME NEWS