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Turismo, Pusceddu: ''Perdiamo quote della domanda internazionale''

Turismo, Pusceddu: ''Perdiamo quote della domanda internazionale''

Lo afferma il presidente dell’ Istituto italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo Gli italiani tornano a viaggiare. Crescono anche gli stranieri, ma al di sotto della media dell’Europa mediterranea

TARQUINIA – Dario Franceschini, da quando, nel febbraio 2014, è stato nominato ministro per i beni culturali e il turismo, ha ripetutamente annunciato importanti crescite di ospiti e pernottamenti nelle strutture ricettive turistiche italiane, derivanti in particolare dall’aumento dei visitatori stranieri. In un comunicato ministeriale del settembre scorso si prevedeva il 2017 “anno da record”.

L’Isvra, l’Istituto italiano per lo sviluppo rurale e l’agriturismo, ha analizzato i dati resi disponibili dall’ Istat e dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), arrivando a conclusioni meno trionfalistiche di quelle governative. (agg. 17/02 ore 6.53) segue

LA CRESCITA DEL TURISMO. «Nel 2017, – afferma Mario Pusceddu, presidente di Isvra – in base ai dati Istat riferiti al periodo gennaio-ottobre, la crescita del turismo in Italia segna un +3,5% di arrivi (ospiti registrati dalle imprese turistico-ricettive) e un +4,5% di presenze (pernottamenti). Riprendono quota i viaggi degli italiani, che nel triennio 2012-2014 avevano segnato una flessione di presenze del 9,2%, con le notti che, nel 2017, crescono (+4,8%) più degli arrivi (+2,9%) a dimostrazione di un allungamento della durata media dei soggiorni. Il numero di notti del 2017 (213 milioni) supera per la prima volta i valori registrati nel 2010 e nel 2011 (210 milioni). E’ più consistente l’incremento degli arrivi (+4,5%) e delle notti (+5,1%) degli ospiti stranieri, ma nettamente al disotto dell’incremento medio di arrivi turistici internazionali nell’Europa meridionale e mediterranea (+12,6%), stimato per il 2017 dall’UNWTO».(agg.17/02 ore 7,30)

ITALIA TERZA META TURISTICA IN EUROPA. «L’Italia, – prosegue Isvra – si conferma terza meta turistica in Europa (preceduta da Francia e Spagna) e 5a nel mondo (preceduta anche da Stati Uniti e Cina), ma perde terreno rispetto alla Spagna, che ha segnato (periodo 2010-2016) incrementi di arrivi turistici internazionali più che doppi (+43% contro il nostro +20%); va tuttavia peggio la Francia che nello stesso periodo si è fermata a +7%. Rispetto al 2010, la quota di mercato turistico europeo dell’Italia, scende (dati UNWTO) dal 9,2% all’8,5% per gli arrivi e dal 9,5% al 9% per gli introiti finanziari». «Il turismo verso l’Italia – commenta Mario Pusceddu, presidente di Isvra – nonostante l’enorme patrimonio culturale, ambientale ed enogastronomico di cui dispone il nostro Paese, continua a non tener dietro alla forte crescita del movimento mondiale dei viaggiatori. L’Italia, che negli anni Settanta era leader mondiale del turismo, è ora preceduta da quattro paesi (Francia, Stati Uniti, Spagna e Cina), bellissimi, interessantissimi, ma non certo paragonabili al nostro. Il ministro Franceschini, in quattro anni, ha realizzato alcune iniziative importanti per sostenere le imprese turistiche, come i tax credit per la digitalizzazione e la riqualificazione delle strutture ricettive». «Ma lascia un Piano strategico per il turismo solo abbozzato, – conclude Pusceddu – ancora privo di alcun seguito significativo; una riforma dell’Enit che stenta palesemente ad ingranare; e una crescita soltanto “buona”, comunque ancora lontana dall’essere competitiva, da primato, come le nostre attrattive turistiche meriterebbero».(Agg. 17/02 ore 8)

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