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Convivenza protetta, siglato il protocollo d’intesa

Convivenza protetta, siglato il protocollo d’intesa

Arrivata la firma ufficiale tra Asl Roma 4, Comune e comunità di Sant’Egidio per l’assistenza

CIVITAVECCHIA – Firmato il protocollo d’intesa tra Asl Roma 4, comune di Civitavecchia e Comunità Sant’Egidio.

Un atto che va a sancire ufficialmente una collaborazione che esiste da anni ed è volta a creare una rete di assistenza a persone con disagio psico – sociali. 

«È frutto di un lavoro di gruppo – ha spiegato il presidente di Civitavecchia della Comunità Massimo Magnano – una collaborazione proficua per rispondere ad una sfida complessa come quella di persone con problematiche di disagi psico – sociali».

Gli interventi, infatti, vengono effettuati in alcune “case protette” che si trovano in città. Un punto importante per l’inclusione sociale delle persone curate.

I volontari della Comunità agiscono sotto il coordinamento del dipartimento di Salute mentale (Csm) dell’azienda sanitaria locale e dei Servizi sociali del Comune. Al momento gli alloggi sono cinque ma, come sottolineato nel corso della conferenza stampa, c’è l’interesse ad ampliare il progetto. Magnano, inoltre, ha ringraziato per la collaborazione quotidiana il Csm e i Servizi sociali. Presente anche il sindaco Antonio Cozzolino.

«Con la Asl Roma 4 e con la comunità Sant’Egidio collaboriamo sin dall’inizio del mandato – ha detto il primo cittadino – su molte cose. Il protocollo d’intesa va a toccare un aspetto che magari non ha grande risonanza». Il direttore generale della Asl Roma 4 Giuseppe Quintavalle ha voluto ringraziare la Comunità per il grande lavoro che svolge quotidianamente a supporto delle fasce più deboli o disagiate della popolazione. Un aiuto importante, una mano tesa a chi ne ha estremamente bisogno.

«La Comunità – ha proseguito Quintavalle – riesce a trasmettere grandi valori attraverso l’esempio e l’azione. C’è un bisogno costante di tenere in vita questi protocolli. Il Csm ha risultati incredibili nel territorio. Noi – ha concluso – non perdiamo di vista l’obiettivo principale: l’inclusione». Prima della firma il presidente Magnano è entrato nel dettaglio del progetto. «Un fattore importante è spiegato dal nome stesso ‘‘Convivenza protetta’’, stare insieme e non da soli».

Altro fattore fondamentale è la protezione, perché le persone che convivono negli alloggi si occupano delle faccende quotidiane, con l’aiuto dei volontari. Gli alloggi sono inseriti «nei quartieri – ha continuato Magnano – un fattore importante».

La dottoressa Carola Celozzi, responsabile del Csm: «Questo atto formale è importante perché sancisce ufficialmente questa collaborazione. Un protocollo – ha spiegato – che nasce dal fare, dalla base e dalle necessità. Sono fasi delicate che non possono necessitare soltanto di un intervento tecnico. Abbiamo iniziato perché le persone avevano bisogno di risposte immediate».

L’assessore ai Servizi sociali Daniela Lucernoni ha sottolineato come tutti gli attori si compensino a vicenda.

«Andiamo a formalizzare qualcosa – ha dichiarato Lucernoni – che secondo me potremmo tranquillamente esportare in altre realtà. Sono case in cui si convive e ognuno porta le proprie risorse, non solo i problemi».

Una vittoria per tutto il territorio che va a siglare una collaborazione iniziata nel 2012 con una serie di proposte mosse da Magnani al Csm, come spiegato dalla dottoressa Celozzi.

Un progetto che, per ora, coinvolge pochi utenti ma nelle intenzioni dei tre attori coinvolti c’è l’ampliamento e il potenziamento.

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