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Interporto, tutto da rifare

Interporto, tutto da rifare

Deserta anche la sesta asta dopo che la Fenice non ha versato i 900mila euro di deposito cauzionale. Ora potrebbe tornare tutto in mano al Comune. Grasso chiedeva la decadenza della concessione già nel 2016. Tre anni persi per ripartire da zero VIDEO

CIVITAVECCHIA – Interporto, tutto da rifare. L’offerta della cooperativa Fenice, l’unica presentata anche alla sesta asta tenutasi nei giorni scorsi, non è stata ritenuta valida dal curatore fallimentare e dal giudice delegato dopo che la società non ha versato il deposito cauzionale di circa 900 mila euro entro il termine scaduto lo scorso 16 febbraio.

Martedì scorso il fallimento Icpl ha così comunicato ufficialmente che anche l’ultima asta è andata deserta al Comune di Civitavecchia, che aveva costituito una commissione tecnica per la valutazione del soggetto che avrebbe dovuto subentrare nella concessione e del relativo piano industriale con gli aspetti di tutela occupazionale richiesti.

La Fenice aveva tentato di aggiudicarsi l’interporto già durante la quinta asta di dicembre 2017, quando aveva anche versato una caparra superiore ad un milione di euro, non riuscendo però poi a versare il saldo da circa 4,2 milioni, perdendo così anche quanto versato.

Proprio l’epilogo di quel tentativo era già suonato come un campanello di allarme circa l’effettiva capacità economico-finanziaria della Fenice, in relazione all’investimento complessivo da sostenere.

GLI SCENARI POSSIBILI – A questo punto, il giudice potrebbe decidere di esperire un nuovo tentativo, oppure – ormai tardivamente, essendo trascorsi invano oltre 3 anni – il Comune di Civitavecchia potrebbe dichiarare decaduta la concessione, procedendo a dua volta ad una evidenza pubblica per rimettere in gara la concessione stessa. E’ evidente però che, rispetto ad una vendita fallimentare, che avrebbe riconsegnato l’intero compendio libero da ogni gravame, in questa seconda ipotesi il Comune dovrebbe prima trovasre un accordo con le banche per risolvere la spinosa questione delle ipoteche iscritte sui capannoni. (Agg. 22/2 ore 20.11)

GRASSO E L’UGL A COZZOLINO GIA’ DAL 2016: “SI DICHIARI DECADUTA LA CONCESSIONE” –  Tutte azioni e valutazioni che richiederebbero altro tempo: nodi che oggi sarebbero stati risolti se – come richiesto a gran voce da parte dell’opposizione, in particolare dal capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso, e dal sindacato Ugl, che con la segretaria Fabiana Attig presentò anche un esposto sulla vicenda – l’amministrazione Cozzolino non avesse fatto trascorrere tutto questo tempo senza intervenire per riportare il pallino in mano al Comune, che invece è stato estromesso dalla società con successivi aumenti di capitale, che di fatto lasciarono l’interporto, progetto di interesse collettivo per lo sviluppo e l’occupazione, su cui sono stati investiti oltre 70 milioni di euro di soldi pubblici, in mano totalmente privata. (Agg. 22/2 ore 20.52)

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