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Terme, silenzi a 5 stelle

Terme, silenzi a 5 stelle

Il presidente Astolfi: “Pronti a confrontarci ancora, anche sul campus turistico”. La società Acanthus ha rimodulato il progetto adattandolo ai voleri di un’amministrazione arrogante e nemica dello sviluppo: nessuna risposta a chi propone un investimento milionario

CIVITAVECCHIA – “Prendo atto dell’interesse del gruppo Sensi, che conferma la validità del progetto termale, ma probabilmente qualcosa mi sfugge”. Inizia così il lungo intervento dell’avvocato Giuseppe Astolfi, presidente di Acanthus Spa, la società proprietaria dei terreni in zona termale, che da anni attende di poter realizzare il suo progetto di valorizzazione turistica.  Oggi l’amministrazione Cozzolino cambia le carte in tavola: prende contatti con altri potenziali investitori e dimentica chi su quell’area ha messo piede già da diverso tempo, proponendo un piano da centinaia di posti di lavoro. I problemi, a dire il vero, nascono da lontano, quando alcuni degli attuali sostenitori dell’amministrazione a cinque stelle si schierarono contro quella che a loro avviso sarebbe stata “una speculazione edilizia”. (Agg. 24/02 ore 14.33) segue

IL PROGETTO. Ghiotta l’occasione di contrastare il sindaco dell’epoca Moscherini, anche a costo di dire no al progetto termale: esposti e ricorsi rallentano l’iter, fino all’attuale contenzioso con il Comune sulla concessione.  Arriva il tempo di Tidei e le cose non vanno certo meglio. Tutto però dura poco, l’amministrazione va a casa e il Movimento 5 Stelle viene eletto al governo della città. Tra una cosa e l’altra il progetto viene ritirato fuori dai cassetti del Pincio.

“Ci siamo incontrati con gli amministratori di Civitavecchia – riferisce l’avvocato Astolfi – ci è stato chiesto di rivedere il progetto e lo abbiamo adattato alle esigenze del Comune che a quanto pare non gradisce strutture edilizie in quell’area: non più un comparto termale ma un campus turistico con ampia rilevanza per quanto riguarda l’aspetto del termalismo. Sarebbe un’occasione unica sia in termini di rilancio occupazionale, sia in termini di promozione culturale. Il paradosso è che attendiamo ancora una risposta dall’amministrazione e di tempo ne è passato”.

Cosa spinge allora i grillini, costretti ogni giorno a fare i conti con una crisi occupazionale devastante, a non prendere in considerazione il progetto di Acanthus che rimane proprietaria di circa 260 ettari in zona termale? Eppure il progetto è stato modificato, piegato ai voleri dei vecchi contestatori. Inoltre non prevede costi a carico dell’amministrazione comunale.  (Agg. 24/02 ore 15)

“NESSUN RISCONTRO”. “La vocazione turistica-alberghiera-sportiva non andava giù al Comune – prosegue il presidente di Acanthus – troppo forte l’impatto ambientale che le realizzazioni edilizie avrebbero comportato. Abbiamo allora rivisto tutto proponendo una formula appetibile, in grado di dare risposte occupazionali al territorio di Civitavecchia e di richiamare allo stesso tempo la popolazione studentesca. Neppure in questo caso abbiamo avuto riscontri”. Un vero e proprio ostracismo, insomma, nei confronti di Acanthus, alla quale – a questo punto appare chiaro – i grillini preferirebbero chiunque. Basta non aver mai presentato neppure una domanda di rilascio certificato durante le precedenti amministrazioni e il gioco è fatto; guai ad aver già lavorato con i brutti e i cattivi che c’erano prima.   Nonostante le inconfutabili prove già date dai grillini, l’avvocato Giuseppe Astolfi non crede a tutto questo e spera ancora in un dialogo costruttivo con l’amministrazione: “Se ci sono contenziosi – chiarisce – credo siano superabili. Basterebbe mettersi seduti di fronte a un progetto sicuramente interessante e parlarne. Questo dico alla controparte”.

Il problema invece è proprio questo: è mai possibile che in un’ottica di rilancio occupazionale e culturale, una qualsiasi amministrazione possa rappresentare la controparte? A quanto Antonio Cozzolino e la sua squadra a cinque stelle hanno assunto a pieno titolo questo ruolo. Peccato che dall’altra parte non ci sia una anonima Spa da far fuori per partito preso,  ma un intero territorio deluso da una incapacità di amministrare rivelatasi in questi anni, oltre che antipatica, addirittura dannosa per i cittadini. (agg. 24/02 ore 15.45)

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