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A Cerveteri vince il centro destra

Una vittoria non scontata ma che stava nell’aria. Lamberto Ramazzotti: «I risultati parlano chiaro. Pascucci ne esce indebolito»

Una vittoria non scontata ma che stava nell’aria. Lamberto Ramazzotti: «I risultati parlano chiaro. Pascucci ne esce indebolito»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Il risultato del voto di Camera e Senato uscito dalle urne della città di Cerveteri rispetta in qualche modo ciò che si sentiva durante lo svolgimento della campagna elettorale, definita da noi stessi  “tiepida” e poco coinvolgente. C’era  però una incognita che tutti volevano vedere come si sarebbe sviluppata e che attendevano con ansia.  Come al solito, era attesa  l’ingerenza che avrebbe avuto il sindaco della città, Alessio Pascucci  che con operazioni politiche importanti, egli civico, fondatore del movimento nazionale, proprio alla vigilia delle elezioni, di Italia in Comune, movimento politico che vede ormai uniti in un unico soggetto politico più di 400 amministratori d’Italia, prendeva posizione con dichiarazioni impegnative del tipo: “Alla Regione appoggerò Nicola Zingaretti con tutte le forze ma alla Camera e al Senato sosterrò Liberi e Uguali del Presidente Grasso.  Qualcuno già comincia a dubitare che questo apporto  non sia avvenuto, per la lista del presidente Grasso perlomeno alla Camera e si consolida il sospetto, peggio ancora per Pascucci,  che la sua forza, quella registrata personalmente al turno amministrativo che lo ha decretato sindaco per il secondo mandato, abbia perso consistenza. Ne è convinto il consigliere di opposizione Lamberto Ramazzotti che dice con candore: «Io l’ho sostenuto nel corso della campagna elettorale  che nonostante la maestria che ha avuto nel posizionare i suoi fidati e quelli acquisiti per aspargere parte del suo consenso un po’ qua un po’ là, non gli è riuscito perché troppa è stata la perdita della sinistra. I risultati parlano chiaro».  Infatti c’è da riflettere su alcune cose che non tornano.  La sua ultima vittoria è stata agevolata da una parter del PD che è addirittura uscita dal partito per poterlo sostenere apertamente e allora ci si chiede: E’ possibile che per  la  Camera e per il Senato abbia demandato l’aiuto promesso a Grasso ad un unico elemento che certo a livello personale ha dimostrato di onorare la sua fama, ma se lo ha lasciato solo, nel complesso l’apporto ed il sostegno è stato residuale. Ma anche gente a lui vicina ha preso posizionamenti diversi cercando sponda nel PD, ma con il risultato della performance di questo partito, non da proprio l’impressione che l’intera combriccola abbia tenuto. Allora ecco che prende forma il sospetto che quella forza sua personale sostenuta da assessori della sua giunta e da gruppi con politici di riferimento il cui partito ha preso la botta, possa ritenersi che stia cominciando ad esaurirsi, e l’attesa è: “Cosa sarà la prossima genialata?”
Certo non rassicura il vedere cosa e quanto è riuscito a realizzare il centro destra, trovato un minimo di unità e coordinando in modo più efficace l’opposizione. A  Cerveteri  non era una cosa impossibile ma non prevedibile. L’ottima performance della Lega per esempio, sarà senz’altro dovuta alla ridiscesa in campo convinta e appassionata di pezzi tradizionali della politica di destra quali per esempio Vilma Pavin, che se pur non è da me personalmente, condiviso il suo pensiero, ha saputo intercettare un disagio diffuso in città e magistralmente orientare la bussola nella direzione giusta. Nessuna sorpresa invece per il successo dei Cinquestelle. Loro gestiscono la disperazione di chi pur di cambiare, perdona ogni cosa. L’essere sconosciuti, senza esperienza,  non importa se appaghi il desiderio di protagonismo e di interesse dando l’impressione di interagire, magari da dietro una tastiera, e di farti consigliare da loro.
Ieri mattina infatti una signora, un po’ convinta e speranzosa ma un po’ di più per sfottò, posta su Facebook: “Mi dite come si fa e a chi devo chiedere il reddito di cittadinanza? Ora lo pretendo”.

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