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Nitrella denuncia di Majo: «Mi ha calunniato»

Nitrella denuncia di Majo: «Mi ha calunniato»

L’ex direttore tecnico della Pas ha acquisito una lettera del presidente dell’Adsp inviata anche alla Corte dei Conti, sentendosi diffamato dal contenuto. L’ammiraglio venne licenziato a fine dicembre del 2017 dopo che il numero uno di Molo Vespucci intimò all’amministratore Saccone di recuperare delle somme «indebitamente percepite» dall’ufficiale delle Capitanerie, che replica: «Era tutto regolare, pagai anche gli interessi»

CIVITAVECCHIA – Calunnia e diffamazione. Sono le ipotesi di reato per le quali l’ammiraglio Fedele Nitrella ha denunciato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Maria di Majo. I fatti risalgono allo scorso autunno, ma il diretto interessato, ex comandante del Porto di CIvitavecchia ed ex direttore tecnico della Pas, la società partecipata interamente dall’Adsp che si occupa della sicurezza all’interno del porto, ne è venuto a conoscenza solo il mese scorso, in seguito ad un accesso agli atti.
Ma andiamo con ordine, per ricostruire quanto avvenuto in porto da quando a Molo Vespucci è arrivato, a fine 2016, il presidente di Majo. Dopo il bando per la nomina del nuovo amministratore di Pas, in un primo momento vinto dall’ex generale dei Carabinieri Giancarlo Paoletti, che poi rinunciò subito all’incarico, a guidare la società arrivò, lo scorso aprile, un altro ex generale dell’Arma, anche lui con un curriculum di altissimo livello (è stato tra l’altro anche direttore della sicurezza e vice presidente di Eni), Umberto Saccone.
Colui che dall’eminenza grigia della Prima, Seconda e, ora anche della Terza Repubblica, Luigi Bisignani viene indicato come una delle ‘‘menti’’ dietro al Movimento 5 Stelle a livello nazionale (nonché come possibile futuro sottosegretario di un eventuale governo Di Maio) partì subito con una due diligence della Pas per avere una fotografia precisa dei costi della società.
Tra varie presunte criticità emerse anche che l’allora direttore tecnico dell’azienda, l’ammiraglio Nitrella, aveva chiesto ed ottenuto un prestito, tramite un’anticipazione su alcune mensilità dello stipendio, per un ammontare complessivo di 18.000 euro, da restituire in 3 anni, corrispondendo subito tutti gli interessi. Cosa che effettivamente stava avvenendo, quando lo scorso 13 ottobre il presidente di Majo, come socio unico della Pas, scrisse all’amministratore Saccone di procedere all’immediato recupero delle somme indebitamente percepite dal direttore tecnico. Una intimazione, dal tono durissimo, che il presidente dell’Adsp inviò anche alla Procura presso la Corte dei Conti. (Agg. 9/3 ore 22.45)
A fine dicembre, poi, l’ammiraglio Nitrella venne licenziato in tronco e nelle scorse settimane lo stesso alto ufficiale della Guardia Costiera, esaminando la documentazione per valutare una eventuale causa di lavoro, venne a conoscenza della lettera inviata dal numero uno di molo Vespucci non solo al generale Saccone, ma anche alla magistratura contabile. «Quei soldi – dichiara con amarezza l’ammiraglio Nitrella, da sempre molto stimato in porto e in città, dove fu capo della sezione tecnica della Capitaneria di Porto, prima di tornare negli anni scorsi come Comandante dello scalo e Direttore Marittimo del Lazio – non li ho certo rubati né tanto meno indebitamente percepiti, visto che avevo presentato una regolare richiesta in tal senso per dei lavori che dovevo fare a casa. Richiesta che mi era stata approvata dall’amministratore di allora, fissando numero di rate e interessi che mi sono stati fatti versare tutti al momento dell’erogazione dell’anticipo, che poi avrei dovuto restituire in 36 mesi, come effettivamente stavo facendo». 
L’ammiraglio Nitrella, ritenendo quindi di essere stato calunniato e diffamato, ha presentato una querela nei confronti del presidente di Majo, autore della lettera, inviata non solo al generale Saccone, ma anche alla Corte dei Conti. (Agg. 9/3 ore 23.12)

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