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Assessore accusato dalla ex moglie, la difesa: ''Versione dei fatti priva di riscontro''

Assessore accusato dalla ex moglie, la difesa: ''Versione dei fatti priva di riscontro''

Ladispoli. I legali di Francesco Prato intervengono in merito alle contestazioni di violenza da parte della ex. Gli avvocati: «Ennesimo caso di ricorso strumentale alla denuncia per violenza»

LADISPOLI – Gli avvocati Luciano Vinci e Valentina Scuderoni replicano alle accuse mosse dalla ex moglie dell’assessore di Ladispoli Francesco Prato.
Accuse pesanti di violenza sessuale e lesioni personali mosse dall’ex coniuge. (agg. 13/03 ore 6,28) segue

IL COMMENTO DEI LEGALI. «Se è pur vero che le contestazioni mosse dal Pubblico Ministero corrispondono a quanto riferito dal legale della moglie costituitasi parte civile al giornale – spiegano gli avvocati –  occorre sottolineare che, allo stato, la versione dei fatti rassegnata dalla persona offesa rimane assolutamente priva di ogni tipo di riscontro documentale e testimoniale per ciò che riguarda il reato di violenza sessuale, mentre per ciò che riguarda l’ipotizzato investimento, la prognosi iniziale era di appena 5 giorni di malattia dovuti ad un scivolamento accidentale sull’asfalto, poi prorogati sino a 40 per i progressivi ed estemporanei accessi della ex moglie presso le strutture sanitarie ove Ella si era recata per riferire il persistere di fastidi dalla stessa ricollegabili alla caduta». (agg. 13/03 ore 7)

“RICORSO STRUMENTALE ALLA DENUNCIA”. «Si tratta, purtroppo- continuano i legali –  dell’ennesimo caso di ricorso strumentale alla denuncia per violenza nelle more di un giudizio civile per separazione. Il fenomeno, triste e dilagante, delle false accuse in ambito separativo ha oramai raggiunto proporzioni macroscopiche. 
Assolutamente illuminanti, in proposito, le parole utilizzate dalla Dottoressa Carmen Pugliese, Sostituto Procuratore c/o Tribunale di Bergamo, la quale, in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario dell’anno 2009, così si è espressa: “I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un’arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni …”, “….è appurato che le versioni fornite dalle presunte vittime sono gonfiate ad arte. Solo in 2 casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri, il resto sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione».
«Il Prato – concludono i due avvocati –  si trova suo malgrado a dover fronteggiare una tale situazione, ma gli scriventi legali rimangono fiduciosi nell’esito favorevole della vicenda processuale». (agg. 13/03 ore 7.30)

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