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Atti vandalici nel centro storico

Atti vandalici nel centro storico

Nella notte distrutti i mastelli e sparsi i rifiuti. Assessore Gubetti: «Mancano le basi del rispetto e dell’educazione»

di TONI MORETTI

CERVETERI – C’è da incominciare ad impensierirsi. Bisognerebbe cioè capire cosa spinge chissà chi, dal momento che il fenomeno dell’inciviltà che si manifesta attraverso l’assoluto non rispetto del decoro collettivo, sia attraverso l’abbandono indiscriminato dei rifiuti per strada, nelle frazioni, nelle periferie ed ora anche in città, sembra crescere e non diminuire seguendo una sorte di emulazione contagiosa. Non sono bastate le foto trappole che qualcuno pure lo ha pizzicato immortalandolo in una immagine a tracciare comunque un profilo tipico in modo che si possa individuare un movente per quello che sembra più un dispetto che altro. Ma nei confronti di chi? Quello che è successo nella notte di lunedì al centro storico potrebbe essere assimilato  ad un gruppo di giovinastri che col cervello annebbiato da qualche birra di troppo, hanno sfogato le loro frustrazioni prendendosela con i mastelli della raccolta differenziata, distruggendoli e spargendo i rifiuti per le strade del centro storico, già interessato da bande di piccoli esagitati, tra cui anche minori che si esibiscono ad ora tarda con urla e schiamazzi. Si potrebbe fare un elenco di motivi, con annesse più o meno credibili analisi sociologiche per addossare la responsabilità ad una serie di soggetti che spaziano dalla famiglia, che non sa educare più i figli come si faceva una volta, alle istituzioni che non sanno offrire e garantire ai giovani punti di incontro che siano ricreativi e al tempo stesso formativi con iniziative coinvolgenti  verso il ripristino di valori fondanti e quindi il rispetto dei medesimi. Bisogna dire che in questo, Cerveteri ne è campione. Tutto ciò che offre è un “muretto”, dove i più equilibrati possono consumare, con il contorno di quattro chiacchiere, una pizza ed una birra, altri che aggiungono però anche due tiri da una canna, per rilassarsi dalle frustrazioni accumulate da ore passate sui social, senza fine, senza senso, dove predomina il “cazzeggio”. Ma si può limitare il fenomeno solo ai ragazzi? Si direbbe di no. Frustrati sono anche coloro che non più ragazzi bivaccano ancora su quel “muretto” sognando un lavoro, che sia vero. E’ vero ciò che dice l’assessora all’ambiente Gubetti: ”Mancano le basi del rispetto e dell’educazione”. Ed è senz’altro una colpa per coloro che ne sono sprovvisti, ma volendo passare ad una azione coordinata per ripristinale queste condizioni, direi che anche le istituzioni, che vogliono fare la loro parte, devono tener conto anche degli effetti collaterali che provocano le loro azioni e gli esempi resi da chi li rappresenta. In un periodo di evoluzione globale degli schemi sociali si potrebbe cominciare tutti dal porci degli interrogativi altrettanto globali senza limitarsi a tentare di stabilire le colpe ed un colpevole, che se trovato va certamente punito, come punto di partenza

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