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''Ex cartiera, sopraffazione dell’interesse privato''

Il gruppo ‘‘Svolta a sinistra’’ contesta la decisione dell’amministrazione

Il gruppo ‘‘Svolta a sinistra’’ contesta la decisione dell’amministrazione

TARQUINIA – «Ecco le ragioni dell’esistenza di  una destra e una sinistra. La svendita dell’ex cartiera  è la testimonianza piu vera della sopraffazione dell’interesse privato su quello pubblico». Affondo di ‘‘Areasx, svolta a sinistra’’, dopo l’ultimo consiglio comunale che ha approvata con i voti della maggioranza di centrodestra, la delibera relativa alle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per l’anno 2018. (Agg. 14/03 ore 20.56) segue

I PARTICOLARI. «Nell’elenco dei beni immobili contenuto nella delibera, oggetto di vendita a privati compare la ex cartiera di Tarquinia – rimrcano da Areasx – La base d’asta da cui dovrebbe partire tale vendita ammonta alla cifra di euro 900mila euro. Detta cosi, ad un orecchio poco attento potrebbe sembrare anche una cosa positiva, se non altro per la cifra, all’apparenza importante che potrebbe entrare nelle casse del comune. Vogliamo noi della sinistra far notare alcuni importanti particolari, distratti all’attenzione della gente che fanno del provvedimento qualcosa che grida allo scandalo. Intanto la cartiera è un bene di proprietà pubblica, cioè a dire di tutti noi cittadini, una volta venduta il bene è andato per sempre. E vogliamo ricordare a codesta distratta amministrazione che tra gli intenti dichiarati in campagna elettorale e subito dopo, vi era la promessa della concertazione e la condivisione con la città sulle grandi e importanti scelte che riguardano la colletività. Ma questo è nulla. Forse non tutti sanno che il complesso della cartiera viene realizzato  agli inizi del 900 e costituisce uno dei primissimi esempi di struttura utile allo  sviluppo industriale del paese. Chiamata “La Ferriera” inizialmete produceva lingotti in ferro e prima ancora nella zona insisteva un opificio a sei macine di proprietà del comune di Corneto. Vi sono ragioni legate alla storia del paese e dei primissimi esempi di industrializzazione che da sole sconsigliano la vendita a privati, provate solo ad immaginare quale potrebbe essere la sorte  di quelle strutture, come minimo ci ritroviamo  un’acqua felix. Ma questo è nulla». (Agg. 14/03 ore 21.30)

IL CONTRATTO DI VALORIZZAZIONE URBANA. «Dovete sapere che sull’ex cartiera è in atto una “proposta di contratto di valorizzazione urbana” questo è il termine tecnico. Che danno facoltà al comune di accedere ai finanziamenti come previsti dal D:L:22.06.12 n. 83 e già deliberato dall’allora  giunta comunale per un investimento complessivo di 30 milioni. Avete capito bene, 30 milioni di investimenti che avrebbero ricadute sull’occupazione e per un nobile scopo,  recuperare un bene della collettività, in antitesi ad una possibile vendita che porterebbe 900mila euro più spicci. Il progetto prevede il recupero delle strutture sotto il profilo storico-architettonico, una parte delle strutture dedicate ai temi della tradizione, del sapere popolare e delle sperimentazioni economiche, altre strutture dedicati al recupero sociale, altre ancora alla cura del corpo e della riabilitazione motoria e infine, ma non per ultimo, una parte delle strutture dedicate alla salvaguardia ambientale  e al monitoraggio ecologico  del fiume Marta». «Le domande che vi state ponendo voi adesso sono le nostre – concludono da Areasx – Perché tanta fretta nel voler vendere una nostra proprietà e questa svalutazione del bene così forte? Perché non si lavora su un progetto già approvato che porterebbe investimenti pubblici e lavoro buono,  ma si preferisce regalare a qualcuno la cartiera? Credo che sia chiaro a tutti, oggi, quale sia la differenza tra una visione di sinistra e una di destra. Ma sopratutto che i culi che siedono su quelle poltrone non sono tutti uguali, ma quelli che  pagano le conseguenze di tanta oscura scelleratezza sì». (agg. 14/03 ore 22.30)

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