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Palermo e Trani attaccano il bilancio

Palermo e Trani attaccano il bilancio

Il gruppo ‘‘Ladispoli Città’’ critica le scelte della giunta e il documento ‘‘puramente tecnico’’  I due consiglieri: «Un primo atto politico consumato senza colpo ferire»

LADISPOLI – I consiglieri comunali di Ladispoli Città Maria Concetta Palermo ed Eugenio Trani sul sono interveuti sul bilancio di previsione da pochi giorni approvato dal Comune di Ladispoli. «Il primo vero atto politico della giunta Grando – hanno dichiarato i due consiglieri – si è consumato senza colpo ferire, nei giorni successivi al voto; quello che ha restituito all’Italia un altro quadro d’instabilità, dove a parlare di “vincitori” e “vinti” si fatica, e non poco. Nella certezza che ormai populismi e sovranismi la fanno da padrone, sostituendosi quasi del tutto a quelle che erano “le politiche della destra” e quelle “della sinistra”. In modo simile, gli attuali amministratori di Ladispoli hanno accompagnato alla fase elettorale del giugno scorso e, conseguentemente, ai primi dieci mesi di governo locale, una buona dose di facile propaganda, l’attacco costante a “chi c’era prima”, molti slogan ed annunci». (agg. 16/03 ore 10.41) segue

“BILANCIO PURAMENTE TECNICO”. «Ci basti pensare al settore del sociale – hanno continuato i due esponenti di Ladispoli Città – dopo aver denunciato (senza alcuna risposta) la grave sottrazione dei locali pubblici di via Pisa ai servizi per minori e famiglie, abbiamo assistito ad un altro atto di ripiego – quello dell’approvazione del Bilancio Preventivo, che porremo a concreta verifica solo con l’approvazione del consuntivo a fine 2018 -; un atto a ribasso, dissimile da quanto annunciato per mesi dall’amministrazione. Un bilancio puramente tecnico (in continuità col passato), che non restituisce centralità ai servizi alla persona, che indica un cammino sempre più complesso e tortuoso in tema di spesa corrente, culturale e per il diritto allo studio; che sposta partite da un capitolo all’altro senza restituire un vero disegno di futuro. E se l’annuncio dell’incremento di un milione di euro sulla spesa sociale – promulgato dal Primo Cittadino non più di qualche settimana fa attraverso Centro Mare Radio – si è tramutato in un possibile aumento di risorse di circa € 300.000,00 (da porre sempre a verifica in fase di consuntivo), già abbiamo avuto modo di esprimere la nostra posizione sulle imposte, rimaste invariate o aumentate addirittura (vedi il caso TARI) e, soprattutto, senza alcun ampliamento della soglia di esenzione per quanto concerne l’addizionale comunale. Sul fronte degli investimenti complessivi, dunque, se dalla cifra iniziale di 10.514.703,88 togliamo gli importi già imputati per circa 9.000.000,00, è facile comprendere che il Comune rischia di rimanere con un pugno di sabbia. E cosa dire rispetto alla paventata crescita delle entrate tributarie? A noi appare ancora ben poco significativa in termini di effettiva autonomia finanziaria».  (Agg. 16/03 ore 11.30) 

GLI EMENDAMENTI. «Così – hanno commentato Trani e Palermo – malgrado le maglie strette e le partite obbligate (quasi tutte) di cui si costituisce il bilancio comunale, abbiamo cercato, come gruppo di opposizione, di portare il nostro contributo a questo primo “grando” atto di “cambiamento”, attraverso degli emendamenti che, visto le scarse risorse a disposizione, volevano essere piuttosto un’indicazione, una proposta, un segno di speranza da restituire ai nostri concittadini, per tracciare una (possibile) strada da percorrere, magari lentamente, ma chiarendone da subito gli obiettivi. Al di là della richiesta del tutto provocatoria di riservare delle economie per la realizzazione della Love Boat (ideata ed annunciata qualche mese fa dal Consigliere Ardita) – per il sol scopo di far capire che, studiando le partite, ci sarebbe ancora dell’agibilità economica per settori come quello del turismo e dello spettacolo – tutti gli altri nostri emendamenti erano relativi ai servizi al cittadino, al vertice dell’azione che ogni amministratore dovrebbe svolgere quando votato o nominato per farlo.  La risposta dell’amministrazione al nostro contributo è arrivata forte e chiara: “BOCCIATO”. Ognuno degli emendamenti presentati (con parere favorevole di regolarità tecnico-contabile) è stato respinto dalla maggioranza, in virtù della logica dell’alternanza per cui “se prima li bocciavate voi, ora li bocciamo noi”. Eppure il Sindaco Grando era stato determinato, all’atto di insediamento, nel dire: “ io non faró cosí”. Un atteggiamento che riteniamo poco comprensibile perchè, se partissimo dall’assunto (molto caro alla giunta) secondo cui: “la vecchia amministrazione rappresenta il male assoluto”, verrebbe poi da chiedersi: “allora perché il nuovo che avanza ha imparato così in fretta a riproporre quel che faceva il vecchio da dimenticare? Ció che è vero, a nostro avviso, è che le categorie generiche di “bene” e “male” dovrebbero essere lontane dalla dialettica politica. Additare, inveire, aizzare, rispondere con arroganza, sono elementi di registro linguistico a cui un buon sindaco dovrebbe rinunciare in partenza». 
«Il nostro non è che un consiglio – hanno concluso i due consiglieri – che, certamente, il sindaco boccerà (è nelle sue facoltà, ci mancherebbe) così come ha fatto con gli emendamenti proposti da Ladispoli Città e dalle altre forze d’opposizione al previsionale 2018. Per quanto riguarda noi, continueremo ad insistere, raddoppiando gli emendamenti di anno in anno. Non getteremo la spugna di fronte allo “stile Sgarbi” che il primo cittadino vorrà adottare per rispondere alle nostre parole e vigileremo, con forza e costanza, sul suo operato». (agg. 16/03 ore 12.30)

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