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Vogliamo piazza San Francesco e che il buttero torni a casa

Vogliamo piazza San Francesco e che il buttero torni a casa

Le richieste avanzate dal Comitato di zona Cerenova - Campo di Mare. Saranno sostenute in consiglio dal consigliere M5S Garbarino  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Il comitato di zona Cerenova Campo di Mare, da poco tempo uscito dalla sua dimensione esplicitamente virtuale in quanto operava principalmente attraverso una pagina Facebook, essendosi dotato di una sede fisica ove incontrarsi e riunirsi nonché offrire servizi di altissimo valore sociale ai cittadini, attentissimo allo sviluppo anche di identità di una zona che troppo a lungo è stata considerata “serbatoio” dei bisogni della città tanto da sentirsi relegata al ruolo di frazione dormitorio che ha molto da dare e niente da pretendere, alza la voce e chiede: «Perché a noi non una piazza? Un luogo di incontro polifunzionale che permetta scambio di opinioni di usi e di culture, vista la molteplicità di etnie che ad oggi la frazione offre, e perché non farne un elemento identificativo intitolandola al nostro Santo Patrono San Francesco d’Assisi, simbolo per antonomasia dei protettori dei poveri, dei deboli e degli indifesi?» Il presidente Enzo Musardo anticipa per la prossima settimana una lettera ufficiale di richiesta al sindaco, nella quale si indica il luogo in quella che ad oggi viene in forma anonima chiamata piazza del mercato arricchendola anche di suggerimenti circa quanto necessario da fare per renderla funzionale al ruolo che gli si vuole dare compatibilmente alla sua funzione attuale. (agg. 18/03 ore 10) segue

IL SOSTEGNO DEL CONSIGLIERE GARBARINO. A sposare la causa del comitato, Saverio Garbarino, unico consigliere comunale espresso dalla comunità di Cerenova, capo gruppo  del m5stelle. Si impegnerà infatti Garbarino a rappresentare l’istanza in consiglio comunale con azioni che impegnino sindaco e giunta a realizzare quanto richiesto dalla comunità di Cerenova per mezzo del loro comitato di zona Ma c’è anche un’altra richiesta che il comitato farà e non certo subordinata alla prima. Si ricorderà la statua del buttero da sempre contesa dalla frazione alla città principale. Quella statua, una bella fusione in bronzo,  che è attualmente ubicata a fianco della scuola Salvo D’Acquisto, si dice sia stata eseguita a cura del Principe Ruspoli e ubicata sulla via Aurelia su di un basamento che ancora c’è, naturalmente vuoto, sulla statale Aurelia a guardia dell’ingresso di Cerenova. Sia pure senza dedica, il popolo la ha identificata nel brigante Domenichino Tiburzi, attivo nel nostro territorio negli ultimi scampoli del 1800. La sua storia mista a leggenda vuole che egli si mettesse a guardia delle strade consolari e che rapinasse soltanto i ricchi viaggiatori che passavano con le carrozze. (agg. 18/03 ore 10.30)

L’ANEDDOTO. Un aneddoto vuole che quando fù ucciso dai carabinieri, a Montalto di Castro, il popolo, di fronte al diniego del prete di fargli un funerale perché ritenuto senza Dio e di non volerlo seppellire in terra consacrata, diede fuoco alla chiesa. Perché? Tutti si chiederanno. Il motivo della rivolta sembra sia dovuto al rinvenimento di un registro del brigante dove egli aveva annotato la distribuzione di quanto rubato ai ricchi a vedove, disoccupati, mogli di carcerati e quant’altro. Un Robin Hood della Maremma quindi.  Sta di fatto che quella statua era un segno identificativo della frazione che tra l’altro non ha nessun altro monumento, spostata dal sindaco dell’epoca alla fine degli anni ottanta e portata in città e che ora si chiede che venga restituita a Cerenova riponendola sul basamento che ancora esiste rimasto vuoto. Lo si chiede per caso a quel sindaco che tanto ha lottato fino ad ottenere la restituzione del vaso di Eufronio trafugato a Cerveteri? (Agg. 18/03 ore 11)

 

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