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Csp, Codacons e Codici portano l’affidamento dei servizi in Procura

Csp, Codacons e Codici portano l’affidamento dei servizi in Procura

I rappresentanti delle due associazioni passano all’azione dopo la mancata revoca in autotutela e la mancanza di convocazione da parte dell’amministrazione

di GLORIA TROTTI

CIVITAVECCHIA – Codacons e Codici presentano un esporto in Procura sull’affidamento dei servizi pubblici a Csp. Lo comunicano i responsabili territoriali delle associazioni dei consumatori. “Siamo stati costretti ad interessare la Procura di Civitavecchia depositando un esposto presso la compagnia di Civitavecchia della legione Carabinieri “Lazio”  – spiegano Sabrina De Paolis (Codacons) e Massimiliano Astarita (Codici) dopo che l’amministrazione comunale è rimasta inerte sia ai solleciti, che alla diffida del 30 gennaio delle scriventi associazioni, non revocando in autotutela le disposizioni di affidamento dei contratti dei servizi pubblici a Csp, né convocando i rappresentanti di Codacons e Codici, al fine di avviare un percorso che potesse limitare gli effetti di determinazioni prese dal Consiglio Comunale in violazione di norma imperativa”. (agg. 21/03 ore 14.27) segue

CODACONS E CODICI NON MESSE AL CORRENTE. Una mancata convocazione che non è andata giù a Codacons e Codici che spiegano di essere state messe al corrente solo il 26 gennaio dell’affidamento dei servizi pubblici alla Civitavecchia servizi pubblici “in spregio della legge 244 del 2007 e dei consumatori, datato 30 agosto 2017, e dunque fuori dei termini massimi – proseguono in una nota congiunta De Paolis e Astarita – sia per il ricorso al Tar che al Presidente della Repubblica. In questo modo, ai consumatori, non è stato concesso di poter intervenire su molte questioni che regolano servizi pubblici essenziali quali l’igiene urbana, la manutenzione del verde, i trasporti locali, la segnaletica stradale, la gestione dei parcheggi, i servizi cimiteriali, i servizi farmaceutici pubblici e il servizio idrico. Servizi – evidenziano i due rappresentanti – il cui buon funzionamento è fondamentale per la Città”. (Agg.21/03 ore 15)

IL PARERE DI DE PAOLIS E ASTARITA. Secondo De Paolis e Astarita la legge 244 del 2007 vede come fondamentale il contributo dei rappresentanti dei consumatori e impone “al Comune la loro partecipazione  tramite intese per la redazione delle “Carte per l’utente” e delle “Carte della qualità dei servizi”,  al fine di influire sugli standard di qualità e quantità delle prestazioni erogate, le modalità di accesso alle informazioni garantite, quelle per proporre reclami, quelle per adire le vie conciliative e giudiziarie, e le conseguenti di ristoro dell’utenza, in caso di inottemperanza. Basti pensare, ad esempio, alla raccolta dei rifiuti, che attualmente in moltissime zone non si effettua la domenica, nelle feste, o in concomitanza di ponti e ferie ferragostane, quando la città risulta sommersa dai rifiuti conferiti e non prelevati: ebbene – tuonano De Paolis e Astarita – questa situazione sarebbe potuta cambiare se fosse stato permesso ai consumatori di partecipare alla redazione di nuove intese in sede di affidamento dei servizi a Csp”.

Da qui l’invito all’autorità giudiziaria di individuare “gli eventuali abusi od omissioni commessi ai danni dei cittadini di Civitavecchia, mentre, contestualmente – concludono duri – interveniamo presso Anac e Antitrust, anche richiedendo una verifica sull’intero processo di affidamento”. (Agg. 21/03 ore 15.40)

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