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Faro, il piazzale dei palazzi Ater al buio da dieci giorni

Faro, il piazzale dei palazzi Ater al buio da dieci giorni

La denuncia di un abitante degli stabili 4 e 6: "Situazione segnalata più volte"

CIVITAVECCHIA – Palazzi Ater in via Don Milani senza illuminazione esterna da circa dieci giorni. È la denuncia di un abitante degli stabili 4 e 6 accanto alla chiesa della Santissima Trinità del Faro.

“Il piazzale è completamente al buio – spiega – e la sera è difficile persino parcheggiare. Mentre un lato è illuminato parzialmente dalle luci della chiesa l’altro è immerso nel buio ed è difficile muoversi con la macchina o schivare le molte buche che ci sono”. (Agg. 21/03 ore 9.30) segue

SITUAZIONE DENUNCIATA AL SINDACO COZZOLINO. Il residente ha già segnalato la situazione scrivendo al sindaco Antonio Cozzolino e ad un consigliere di maggioranza che ha risposto dicendo che si sarebbe accertato se la competenza sui lampioni ricada su Enel o sul Comune. I giorni passano e gli abitanti restano al buio. “L’illuminazione servirebbe – prosegue il residente – io non voglio accusare nessuno, vorrei soltanto che la situazione si risolvesse. Non è possibile andare avanti così. Non sono palazzi facili e ci sono molte donne che vivono qui e non si sentono al sicuro nel tornare a casa immerse nel buio”.

Sono passati dieci giorni da quando la situazione è stata denunciata dall’abitante che aspetta ancora risposte, anche soltanto per sapere chi si debba occupare di quei lampioni spenti. I due palazzi Ater restano al buio e gli abitanti sono costretti ad arrangiarsi. (Agg. 21/03 ore 10)

AL BUIO IL PARCHEGGIO DEI PALAZZI. Un appello sacrosanto per una situazione difficile in due palazzi non facili, infatti nei due stabili sono presenti delle telecamere. Dal racconto pare che la luce sia saltata anche nella via principale ma che dopo due giorni sia stata ripristinata, mentre il parcheggio dei due palazzi resta al buio e i suoi abitanti si sentono abbandonati nonostante le segnalazioni.

“Non è giusto – ha concluso il residente – che una donna debba farsi tutti questi problemi nel rientrare a casa”. L’ennesimo appello di un cittadino che arriva dalla periferia, in quartieri in cui, troppo spesso, ci si sente quasi dei cittadini di serie b. (Agg. 21/03 ore 10.30)

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