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«Io, Cerveteri e Italia in Comune»

«Io, Cerveteri e Italia in Comune»

Il sindaco Pascucci svela la sua azione politica. «Il partito che si lancia si fonda sui territori e il nostro sarà determinante»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Venuti a conoscenza, che nell’arco delle prossime ore, il movimento “l’Italia in Comune” si strutturerà come partito dotandosi di uno statuto, di  un regolamento e di un codice etico, dicendo chiaramente cosa vuole e come vuole farlo, e che il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci che ne è stato fino a pochissimo tempo fa unico coordinatore, fino a quando l’ex sindaco di Parma Pizzarotti, (“ci siamo guardati negli occhi e con poche battute ci siamo accorti che volevamo la stessa cosa”), ha detto Pascucci, non ha voluto condividere la fatica con lui, si è sentito l’obbligo di fare al sindaco alcune domande per aiutarci a capire come vede il suo futuro e quello della città che amministra come primo cittadino. 
Sindaco, questo suo impegno ormai evidente per Italia in Comune, a quali scenari pensa possa portare per Cerveter?
«E’ chiaro che noi vogliamo lanciare questo partito a livello nazionale ma non bisogna tralasciare che il fondamento di questo partito è legato ai territori, il contrario di quello che è successo fino ad oggi. Quindi io immagino che il nostro impegno a Cerveteri come lista civica continui e che il gruppo, nel pieno rispetto delle scelte individuali, possa confluire in Italia in Comune. L’augurio è che a Cerveteri possa nascere una grossa rappresentanza di Italia in Comune che abbia il sindaco come referente».
Si è vista ultimamente una certa timidezza da parte di chi ha decretato il suo trionfo di consensi per il suo secondo mandato ed un po’ di timore che lei non possa riuscire a portare a termine il sogno di trasformazione della città come la ha proposta. Può tranquillizzare questo popolo ormai titubante?
«In questa nostra città è prima circolata la voce che mi sarei candidato alla Camera, e non era vero, poi al Senato e si figuri non avevo neanche l’età per poterlo fare, per ultimo che sarei stato chiamato da Zingaretti come assessore alla Regione. Il fatto che sto fondando una forza politica che mette al centro i sindaci, significa che voglio fare il sindaco fino alla fine del mandato. Non escludo che in futuro quando la forza politica nascente si presenterà a nuove competizioni elettorali io non potrò fare parte come candidato nella lista ma non è un obiettivo a breve periodo. La cosa certa è che per questa tornata elettorale io non ho ceduto a nessuna lusinga perché voglio rimanere a fare il sindaco. E colgo l’occasione di far presente, che al di là delle polemiche spicciole che ci sono, io, a parte piccole eccezioni, per oltre trecento giorni l’anno sto a Cerveteri e mi occupo di Cerveteri. Non ho mollato. Tento di darmi una spiegazione però a ciò che alcuni stanno percependo. Io penso che in questo ultimo mandato cdi stiamo concentrato al riavvio della macchina amministrativa. Abbiamo nominato il nuovo segretario Comunale e direttore generale, abbiamo un nuovo dirigente all’urbanistica, abbiamo nominato il nuovo direttore Generale alla Multiservizi, abbiamo nominato nuovi dirigenti ed altri dovremo nominarne per chi andrà in pensione. Stiamo facendo quindi delle cose a livello strutturale che nell’immaginario collettivo sono meno visibili che asfaltare le strade».
Pensa che il presidente Nicola Zingaretti, con il quale continua ad avere un rapporto privilegiato e dopo il bellissimo intervento che ha fatto alla vostra costituzione, possa trarre ispirazione per quanto sarà chiamato a fare, si suppone a breve, nel suo partito?
«Noi  di Italia in Comune vogliamo fare un percorso autonomo anche perché non siamo collocati come le forze tradizionali. Certo però che la lista che ha voluto per l’Area Metropolitana potrebbe risultare indicativa».

 

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