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Tosap e affissioni, bufera su Palazzo del Pincio

Tosap e affissioni, bufera su Palazzo del Pincio

Luciani: “Completa mancanza di considerazione, tranne quando c’è da pagare: troppo facile governare così”. La risposta del Comune scatena la polemica, il presidente Confcommercio Civitavecchia attacca e lo Sportello dei consumatori segnala tasse persino sui cartelli delle agenzie immobiliari

CIVITAVECCHIA – “Totale assenza di comunicazione e condivisione del metodo». È la dura, anzi durissima, replica del presidente della Confcommercio Civitavecchia alla risposta dell’amministrazione comunale sul’ imposta di pubblicità, Tosap e affissioni.

In sostanza da Palazzo del Pincio hanno reso noto di essere al lavoro per regolarizzare le entrate, nessuna nuova tassa. Una risposta che non è stata gradita né da Confcommercio né dallo Sportello dei consumatori. Dopo le polemiche dei giorni scorsi torna nuovamente all’attacco Luciani che abbandona i toni più pacati della richiesta di chiarimenti precedente.

“Dalla risposta dell’amministrazione comunale alla nostra richiesta di maggiore rispetto – tuona il presidente della Confcommercio locale – è evidente che il reale problema del commercio cittadino non è stato compreso. Individuare difformità nei pagamenti dei tributi locali è certamente compito degli uffici comunali. Anche perché, se ognuno versa quanto dovuto, tutti versano il giusto, senza impiegare risorse pubbliche per ‘‘scovare i furbi’’. È altrettanto vero che in occasione di censimenti – evidenzia –  si comunica il metodo che si intende seguire e si coinvolgono i destinatari per ottenere il risultato migliore”.

Comunicazione che non c’è stata. “Se questa Amministrazione intende adottare una linea ferma nella gestione della città e dei servizi, li garantisca. Quindi, mai parlato di aumenti delle tariffe, ma di completa mancanza di considerazione. Tranne quando c’è da pagare – conclude Luciani – troppo semplice governare così”.

Lo Sportello invece segnala “tassazione – scrivono – anche per i cartelli esposti dalle agenzie immobiliari con l’indicazione delle case in vendita o in affitto, oppure ad alcuni bar che esponevano cartelli con le varie tipologie di caffè disponibili”.

Dallo Sportello dei consumatori spiegano che gli esercenti espongono questi cartelli perché “ovviamente, le agenzie immobiliari non possono esporre in vetrina direttamente gli immobili, o i bar esporre direttamente in vetrina il caffè allo zenzero confidando sull’ottimo olfatto dei passanti per coglierne il particolare odore. Ora perché un negozio di abbigliamento può esporre tranquillamente le scarpe o i vestiti che propone per la vendita, ed altre tipologie di esercizi commerciali non devono avere la stessa opportunità? Questi costi aggiuntivi poi, su chi pensate vengano scaricati, se non sui consumatori che acquistano da questi negozi? Temiamo – proseguono dallo Sportello – che il Sindaco coglierà l’occasione per tassare anche scarpe, vestiti e quant’altro sia esposto in una vetrina”.

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