Pubblicato il

Giallo di Gradoli: ritrovata a Tarquinia Ala Ceoban

Giallo di Gradoli: ritrovata a Tarquinia Ala Ceoban

La 33enne che ha occultato il cadavere della sorella Tatiana e della nipote Elena è stata tradita da un trasferimento di soldi. Il Consiglio di Stato non le ha rinnovato il permesso di soggiorno pertanto deve essere espulsa dall'Italia

TARQUINIA – È stata ritrovata dalla Polizia a Tarquinia, Ala Ceoban, la 33enne moldava che ha occultato i cadaveri  della sorella Tatiana e della nipote Elena di 13 anni, entrambe uccise dal suo amante Paolo Esposito (compagno della sorella) nell’ambito di quello che è noto come il ‘’giallo di Gradoli’’.  Si

Ala Ceoban era uscita dal carcere nel settembre del 2015 dopo 7 anni trascorsi presso il carcere femminile di Civitavecchia. Il Consiglio di stato non le ha rinnovato il permesso di soggiorno, quindi deve essere espulsa dall’Italia.   Momentaneamente é stata affidata al centro di accoglienza di Ponte Galeria.

Paolo Esposito è ancora ristretto in carcere. Gli  uomini del Commissariato di Tarquinia sono riusciti ad individuarla  grazie al rilevamento di un money transfer utilizzato dalla donna.

I successivi approfondimenti hanno consentito ai poliziotti di avviare una serie di accertamenti investigativi a conclusione dei quali sono riusciti ad individuare il domicilio esatto della straniera, rintracciando la Ceoban presso un’abitazione di campagna.

A questo punto  la Sezione Espulsioni dell’Ufficio Immigrazione della Questura  di Viterbo ha approfondito le verifiche   identificando compiutamente la donna,   così da poter  procedere al suo definitivo allontanamento dall’Italia. 

L’espulsione,  su proposta del Questore di Viterbo,  è stata disposta  con provvedimento del Prefetto e la moldava è stata accompagnata presso il Centro di Permanenza di Ponte Galeria dove acquisirà i necessari documenti per il successivo rimpatrio nella terra d’origine.

ULTIME NEWS