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Principio di incendio sulla carboniera

Principio di incendio sulla carboniera

È accaduto mercoledì sera: oltre 12 ore di lavoro per i Vigili del fuoco che hanno avuto a che fare con tre diversi focolai a bordo. Sul posto anche la Capitaneria di porto e gli specialisti NBCR per il controllo dei fumi e della temperatura

CIVITAVECCHIA – Vigili del fuoco in azione alle 21,30 di mercoledì presso la banchina Enel nell’area portuale, per un incendio sviluppatosi all’interno di una stiva della nave carboniera Golden Eclipse, lunga 229 metri per 30 di larghezza. Sul posto, oltre agli uomini della caserma Bonifazi, sono intervenuti i militari della Capitaneria di porto, il personale dell’Autorità di sistema portuale e il chimico dello scalo. In seguito ad accordi presi sul posto tra gli enti presenti, i Vigili del fuoco sono saliti a bordo della nave e con l’ausilio di termo-camere hanno individuato tre focolai nella stiva numero 7, dando inizio all’opera di spegnimento. (Agg. 30/03 ore 01) segue

IL FATTO. Due focolai – stando a quanto riferito dai Vigili del fuoco – sono stati estinti in tempi brevi, il terzo ha visto invece ultimate le operazioni di spegnimento intorno alle 10 di ieri mattina (oltre 12 ore dopo) a causa della difficoltà di raggiungimento dello stesso. Intervenuta anche le squadre dei Vigili del fuoco di Cerveteri, oltre al carro rilevamento nucleare chimico biologico il cui intervento è stato coordinato dal funzionario di servizio del comando di Roma. L’intervento dei Vigili del fuoco ha impedito alle fiamme di propagarsi al resto della nave e alle strutture presenti sulla banchina, scongiurando ben più gravi conseguenze ambientali. «Una stiva contenente 2500 tonnellate di carbone era stata nel frattempo compartimentata da parte dell’equipaggio – fa sapere la Capitaneria di porto – in modo da ridurre eventuali rischi di propagazione in caso di effettivo incendio». La Guardia costiera, infatti, parla di «possibile principio di incendio» e di un’attività condotta dai Vigili del fuoco unitamente al chimico del porto presso una carboniera cinese «con lo scopo di monitorare le temperature e scongiurare eventuali gravi conseguenze, nonostante fossero stati rilevati solo piccoli focolai». Operazioni di controllo e messa in sicurezza della nave e del terminal durate fino a ieri mattina, quando – stando  alle dichiarazioni della Capitaneria – è stata aperta la stiva e sono stati applicati «con estrema professionalità specifici agenti estinguenti sul carico, in condizioni particolarmente difficili. Riprese intorno alle 11  le normali operazioni di scarico del carbone, poiché l’operatività della nave non sarebbe stata compromessa. Sul posto sono rimaste quatto squadre dei Vigili del fuoco e gli specialisti NBCR per i controlli dei fumi e della temperatura: con attrezzature adeguate hanno svuotato la stiva interessata dalla combustione, rimuovendo il carbone coinvolto nell’incendio. (agg. 30/03 ore 01.30)

ACCERTAMENTI IN CORSO. «I motivi e le responsabilità dell’evento – fa sapere la Capitaneria di porto – seppure possano essere ricondotti a cause accidentali, risultano ancora in fase di accertamento. Quanto accaduto ha consentito di verificare l’efficienza e la validità delle procedure d’emergenza connesse alla movimentazione di materiale infiammabile, mettendo alla lice la preparazioni e la professionalità di tutto il personale intervenuto, nonché un più che efficace assetto di interfaccia nave terminal da parte della centrale Enel». Nessun accenno ad eventuali  danni ambientali ovviamente, silenzio assordante da parte dell’assessore ex Verdi Alessandro Manuedda.  La questione è nelle mani dell’Autorità giudiziaria, in attesa che le conseguenze in termini ambientali e le ricadute sulla salute della popolazione legate a  grandi, piccoli o inesistenti focolai,  vengano rese  note al più presto. (agg. 30/03 ore 2)

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