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Piazza Grande, la Procura archivia

Nessun reato per i lavori in via delle Magnolie. Resta l’amaro in bocca al Movimento 5 Stelle: "Non servono nuovi insediamenti"

Nessun reato per i lavori in via delle Magnolie. Resta l’amaro in bocca al Movimento 5 Stelle: "Non servono nuovi insediamenti"

LADISPOLI – A quasi tre anni dall’avvio dell’indagine, la vicenda giudiziaria Piazza Grande giunge al capolinea. In seguito all’accoglimento – da parte del GIP incaricato – della proposta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore., la Procura della Repubblica di Civitavecchia ha chiuso la questione sulla vicenda penale che ha attenzionato il programma integrato d’intervento in via delle Magnolie a Ladispoli.

Una bagarre andata avanti per mesi, tra insulti, supposizioni, pseudo-referendum ed accesi scontri politici. A togliersi ora il dente, a fronte di quello che – alla resa dei conti – appare molto ridimensionato dai fatti rispetto alle ipotesi, la società Piazza Grande, che ha comunicato di aver atteso «in doveroso e rispettoso silenzio il lavoro della Giustizia, confidando nella serenità e nella preparazione dei soggetti chiamati a vagliare l’iniziativa urbanistica».

«Abbiamo conseguito il pieno ed integrale riconoscimento delle nostre buone ragioni» afferma con soddisfazione la srl. «Da un lato il GIP del Tribunale di Civitavecchia, su espressa richiesta della Procura ha archiviato per infondatezza la notizia di reato; dall’altro la Regione Lazio ha conclamato la correttezza dell’iter urbanistico del programma. L’assenza di reato e di illegittimità amministrativa non ci ha spinto, come pure sarebbe stato possibile, a proseguire nella battaglia giudiziaria ed invocare il ristoro di doverosi, ingenti, danni. Al contrario, essendo ladispolani, abbiamo preso atto della diversa visione urbanistica della città che muove la nuova Amministrazione e, nonostante l’alterità politica, ne abbiamo recepito le istanze e le prospettive per formulare una proposta – non abbiamo difficoltà ad ammetterlo – forse maggiormente rispondente alle esigenze della città. Così abbiamo scelto di erogare la differenza economica di € 175.000,00 nonostante sia assolutamente chiaro dal provvedimento di archiviazione che le spese di pubblicità ben avrebbero potuto essere inserite tra i costi di trasformazione. Così abbiamo accettato di eliminare una palazzina, per far posto alla realizzazione di un centro sportivo al di sotto della piazza (qualcuno nel recente volantinaggio ancora insiste nel qualificare il relativo quadratino sul grafico come palazzo). Così è stata cambiata l’opera a scomputo, donando alla città in luogo del campo di calcio, una piscina il cui costo, alla fine, sarà ben superiore a quanto dovuto a titolo di contributo e rappresenterà insieme alla palestra di scherma e al parco giochi inclusivo, un’opera di mecenatismo in favore della collettività».(agg. 05/04 ore 20.54) Segue

L’INTERVENTO DI TRANI. Ad intervenire nei giorni antecedenti, a fronte della notizia di archiviazione della sua posizione, anche il commercialista ed ex assessore Eugenio Trani: «Quel che più mi ha colpito di questa vicenda, è stato l’attacco gratuito e costante alla mia figura; il tentativo d’infangarmi professionalmente e come individuo. Il racconto distorto sui fatti e sulle persone, perpetrato da associazioni e movimenti politici che hanno deliberatamente ignorato l’etica dell’umanità, prima ancora che quella dell’equità di giudizio. Tutto questo dentro giorni lunghissimi, a volte infiniti, in cui la vita è andata avanti e che nessuno restituirà a me e alla mia famiglia. Nei prossimi giorni, fascicolo alla mano, valuterò con il mio legale -Avv. Celestino Gnazi – l’esistenza di presupposti per avviare un’azione legale».(agg. 05/04 ore 21.30)

CONTRARIO IL M5S. Resta contrariato il Movimento 5 stelle, primo oppositore del piano integrato. Per i grillini a Ladispoli non sarebbero necessarie «né nuove aree residenziali né nuovi poli commerciali, per il semplice fatto che non sarebbe in grado di assorbire un ulteriore incremento del carico urbanistico: l’insediamento di migliaia di nuovi residenti metterebbe ancora più in crisi il sistema dei servizi, già al limite del collasso, mentre nuovi insediamenti commerciali comporterebbero una concorrenza insostenibile per quelli già presenti nel territorio comunale». Se i grillini andranno avanti sul terreno giudiziario nonostante lo stop, dopo l’accordo sbeffeggiato col termine «Piazza Grando», lo si vedrà nei prossimi giorni sul piano dei ricorsi e sul tavolo politico. (agg. 05/04 ore 22.30)

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