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''Giustizia per Marco Vannini''

''Giustizia per Marco Vannini''

Dopo l’iniziativa di Cerveteri, anche Ladispoli si schiera Appeso uno striscione sulle mura del palazzo comunale

LADISPOLI – Uno striscione appeso in comune a Ladispoli per chiedere “Giustizia” per Marco Vannini, il ragazzo 20enne di Cerveteri morto il 18 maggio del 2015 dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola esploso dal papà della fidanzata. 
Dopo l’iniziativa di affissione sulle mura del palazzetto di Cerveteri, anche a Ladispoli si schiera affinchè venga fatta “giustizia”. Presenti i membri attivi del gruppo ed il papà di Marco, Valerio Vannini.
Il gruppo Facebook Giustizia e Verità, con migliaia di iscritti, è diventato riferimento per l’organizzazione di eventi, memoriali e divulgazione di informazioni inerenti l’andamento del processo con i fari accesi in tutto il territorio nazionale. Valerio Vannini commenta lo striscione appeso sul municipio di Ladispoli ad opera di alcuni volontari. 
“Gli abitanti esprimono solidarietà, quella che ci hanno dato fino all’inizio – sostiene il papà di Marco – siamo veramente grati io e mia moglie Marina per la vicinanza che ci danno e che ci continuano a dare”.
La sentenza di Primo Grado è prevista per il prossimo 18 aprile presso la Corte d’Assise di Roma. Rischiano la condanna a 21 anni Antonio Ciontoli, papà della fidanzata, a 14 la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina. Rischia 2 anni invece Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli, ma soltanto per omissione di soccorso a differenza dei Ciontoli alla sbarra per omicidio volontario con dolo eventuale. “Ci aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso – ribadisce Valerio Vannini – come è andata fino adesso, e cioè che venga confermato tutto quello che ha chiesto il pubblico ministero di Civitavecchia Alessandra D’Amore”.
A pochi giorni dall’ultima udienza il dolore è ancora straziante per la famiglia Vannini. “Tutta la gente è toccata da questo caso veramente unico, – conclude Valerio – quello che è capitato a noi poteva succedere a chiunque come un vicino nella porta accanto. Una famiglia relativamente per bene poi ha compiuto quello che ha compiuto ed è terrificante: è naturale che le persone per bene ci stiano vicino. Ci tengo a ringraziare il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando e tutta la Giunta comunale che ci ha dato il permesso di posizionare il manifesto all’esterno del palazzetto”. Naturalmente lo striscione non è sfuggito a centinaia e centinaia di cittadini, ai politici e ai dipendenti comunali che si sono fermati a guardarlo in attesa della sentenza del 18 aprile.

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