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Incendio alla Calamatta: il minore respinge le accuse

Incendio alla Calamatta: il minore respinge le accuse

Il sedicenne arrestato dai carabinieri davanti al giudice: negata ogni responsabilità. Il ragazzo si è detto estraneo ai fatti contestati: "Mai avvicinato a quella scuola". Dubbi del difensore Lungarini sulla perizia calligrafica

CIVITAVECCHIA – “Non mi sono mai avvicinato a quella scuola. Tra l’altro quei giorni ero in punizione e non potevo neanche uscire di casa in quelle ore”. Questo, in sostanza, quanto riferito dal sedicenne civitavecchiese arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver appiccato il fuoco alla scuola media Calamatta il 9 gennaio scorso e aver tentato di incendiare, dopo due settimane, anche la scuola elementare Don Milani dove sono state trasferite le dieci classi della secondaria.

Questa mattina, infatti, si è svolto l’interrogatorio di garanzia del giovane, davanti al giudice del Tribunale dei Minori di Roma, alla presenza dell’avvocato difensore Fabrizio Lungarini. Il sedicenne si è detto estraneo ai fatti contestati, ha negato il fatto il sé, ammettendo soltanto gli altri due episodi che lo hanno visto coinvolto, ossia il furto di pomelli d’ottone da alcuni palazzi di via Calisse – fatto per il quale venne deferito in stato di libertà – ed il possesso del borsone con cui i militari dell’Arma lo sorpresero durante un controllo e contenente alcuni arnesi per lo scasso. Ha anche confermato i litigi con alcuni professori quando frequentava quella scuola.

“Ma niente di tutto questo – ha commentato l’avvocato Lungarini – è riferibile poi all’incendio e al fatto contestato. Mi sembra che, in questa fase, ci siano diversi indizi ma nessuna prova certa ed oggettiva”. Il legale del ragazzo nutre anche non pochi dubbi sulla perizia calligrafica che sarebbe invece alla base proprio dell’arresto del giovane, con i Ris di Roma che sarebbero arrivati a  lui confrontando le scritte lasciate sui muri durante l’incursione nell’istituto con la sua calligrafia reperita dai compiti in classe di qualche anno fa. “Parliamo – ha infatti spiegato l’avvocato Lungarini – di una comparazione tra una scritta verticale ed una orizzontale, tra l’altro neanche recente. Una perizia calligrafica molto difficile da interpretare unilateralmente”. Per il legale, quindi, non ci sarebbe quella validità scientifica tale da provare la colpevolezza del minorenne.

Oltre due ore di interrogatorio, all’interno della struttura di recupero dove è stato trasferito venerdì scorso dai carabinieri a seguito dell’emissione dell’ordinanza da parte del Gip del Tribunale per i Minorenni di Roma. Due ore nel corso delle quali il giudice ha voluto anche conoscere la storia del ragazzo; una storia di degrado sociale, di difficoltà, di fughe da case famiglia, dell’affidamento ai servizi sociali, con il paradosso che il ragazzo è accusato di un incendio che ha causato danni per oltre 670mila euro ad un Comune che ne è anche tutore.                  

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