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Tre anni di vertenza: i comunali minacciano lo stato di agitazione

La Cgil attacca l’amministrazione per  non aver trovato ancora una soluzione

La Cgil attacca l’amministrazione per  non aver trovato ancora una soluzione

S. MARINELLA – Tornano a minacciare lo stato di agitazione i dipendenti del Comune di Santa Marinella, per una vertenza che dura da ben tre anni. Sulla vicenda, interviene il segretario della Funzione Pubblica della Cgil, che in un comunicato attacca senza mezzi termini il Comune, per non aver trovato soluzione ad una serie di problematiche più volte segnalate e mai risolte.(Agg. 12/04 ore 10.20) segue

“DISATTESI PUNTI IMPORTANTI”. «A tutt’oggi – scrive Diego Nunzi – risultano disattesi una serie di punti importanti. Parliamo della liquidazione compensi articolo 17 lettera F e I relativa all’anno 2016, della conclusione dell’iter per l’espletamento delle progressioni orizzontali anno 2017, della parziale modifica della metodologia per l’espletamento delle progressioni orizzontali 2018, della discussione per l’attribuzione dell’articolo 17 per l’anno 2018, della discussione per la costituzione del fondo 2018, della risoluzione della problematica relativa all’organizzazione del lavoro degli operai ancora in attesa di definizione, dei servizi minimi inderogabili previsti dalla normativa inerente la sicurezza dei luoghi di lavoro. Nonostante l’insediamento del commissario prefettizio, gli atteggiamenti di superficialità dell’amministrazione comunale di Santa Marinella non sembrano avere mai fine». «Si parla di problematiche oggetto di vertenze già dal 2015 e che, a causa del continuo avvicendamento di segretari generali e della poca volontà della vecchia amministrazione di trovare una soluzione, sono ancora in ballo. (Agg. 12/04 ore 11.12)

STATO DI AGITAZIONE. «Queste problematiche – continua il segretario Fp Cgil – sono state discusse, ed in parte ampiamente condivise, sia nel merito che nella celerità di attuazione da parte di questa amministrazione, nell’ultimo incontro della delegazione trattante avvenuta nel dicembre del 2017. Nel corso di quell’incontro ed in ragione della intesa scaturita dal tavolo, avevamo assunto l’impegno di soprassedere dalla proclamazione dello stato di agitazione, confidando che la presenza di un commissario prefettizio. Ma visto il silenzio – conclude Diego Nunzi – siamo costretti a dichiarare lo stato di agitazione di tutto il personale». (Agg. 12/04 ore 12)

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