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Crematorio: i comitati si appellano al Sindaco

Crematorio: i comitati si appellano al Sindaco

Civitavecchia C’è, In nome del popolo inquinato e Puntone dei Rocchi scrivono al primo cittadino in vista dell'entrata in funzione dell'impianto al cimitero nuovo. Sottolineata l'assenza di indagini preventive e la mancata applicazione alla ciminiera delle apparecchiature di controllo e registrazione in continuo      

CIVITAVECCHIA – A pochi giorni ormai dall’entrata in esercizio del contestato impianto di cremazione al cimitero nuovo di via Braccianese Claudia, previsto per giovedì con le prime due settimane di test e verifiche, i comitati cittadini Civitavecchia C’è, In nome del popolo inquinato e Puntone dei Rocchi tornano a chiedere l’intervento del sindaco Cozzolino. E lo fanno sottolineandone l’obbligo istituzionale di salvaguardare la salute pubblica; obbligo che si può tradurre nell’emanazione di ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.   

I comitati, pur continuando a ribadire la contrarietà alla realizzazione del forno crematorio industriale, mettono in evidenza diversi aspetti che sarebbero stati sottovalutati negli ultimi anni, da quando è iniziata la battaglia.  (Agg. 16/04 ore 15.35) segue

LA RICHIESTA – “Il 25 agosto del 2016 – hanno infatti ricordato i referenti Roberto Melchiorri, Roberto De Vito e Marinella Scaccia – con una nota inviata al Comune, all’Arpa, alla Asl e alla Procura della Repubblica, abbiamo fatto richiesta di una analisi preventiva dell’aria, dei terreni e della falda freatica nell’intorno dell’area cimiteriale in diverse condizione meteo-climatiche a tutela della sanità e igiene pubblica al fine di poter effettuare delle verifiche ambientali ad attivazione dell’impianto industriale in parola. Era stata inoltre richiesta la applicazione alla ciminiera di apparecchiature di registrazione in continuo degli inquinanti che lo stesso progettista dell’impianto attesta che verranno immessi in atmosfera durante il funzionamento. A tutt’oggi – hanno evidenziato – non risulta che siano state effettuate le predette indagini preventive né ufficialmente accertata l’applicazione delle apparecchiature di controllo e registrazione in continuo”. (Agg. 16/04 ore 16.02)    

L’APPELLO AL SINDACO – “Questo è il momento di dimostrare chi ha, come suol dirsi, “il coltello dalla parte del manico”. Vediamo se, per la prima volta – hanno spiegato i tre comitati, in una lettera indirizzata direttamente al Sindaco – si riuscirà ad imporre a chi impianta o gestisce fonti inquinanti a Civitavecchia, di ottemperare ad elementari azioni a tutela della salute pubblica purtroppo già gravemente compromessa”. Nel frattempo, comunque, la contrarietà al forno crematorio rimane ferma “e continueremo ad opporci a tale opera – hanno promesso – con tutti i mezzi leciti possibili”. (Agg. 16/04 ore 16.25)

 

 

 

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