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Terme Taurine: la Pro Loco ricorre al Tar

Terme Taurine: la Pro Loco ricorre al Tar

Dopo la disdetta della convenzione da parte della Soprintendenza ed il nuovo atto siglato con il Comune l’associazione turistica si rivolge al tribunale amministrativo del Lazio per difendere la propria posizione. "Gli atti e i provvedimenti impugnati sono palesemente viziati da incompetenza assoluta, eccesso di potere e violazione di legge" 

CIVITAVECCHIA – La questione aveva già fatto discutere a settembre, quando esplose il caso relativo alla disdetta della convenzione per la gestione delle Terme Taurine, da parte della Soprintendenza, a far data dal mese di aprile. E continuerà a tenere banco ancora per molto, considerato il ricorso presentato al Tar del Lazio da parte della Pro Loco cittadina. L’associazione presieduta da Maria Cristina Ciaffi, infatti, attraverso l’avvocato Claudio Arcadi, si è rivolta al tribunale amministrativo regionale per l’annullamento, previa ordinanza cautelare di sospensione della loro efficacia, della delibera di giunta del 22 gennaio scorso riguardante la nuova convenzione per la gestione del sito, tra il Comune e la Soprintendenza, della convenzione stessa e dell’allegato tecnico. “Atti e provvedimenti amministrativi – spiegano nel ricorso – gravemente lesivi degli interessi della Pro Loco, in quanto palesemente viziati da incompetenza assoluta, eccesso di potere sotto il profilo sintomatico di difetto e/o errata istruttoria nonché per violazione di legge”. (Agg. 18/04 ore 9.01) segue

MESSA IN DISCUSSIONE LA COMPETENZA DELLA GIUNTA. Come già accaduto per il caso della nuova convenzione con Enel, anche questa volta viene messa in discussione la competenza della Giunta. Secondo la Pro Loco, infatti, la nuova Convenzione stipulata tra Pincio e Sovrintendenza sarebbe dovuta passare in Consiglio comunale, e non approvata attraverso una sola delibera di Giunta, poiché si tratta dell’affidamento di un servizio pubblico e non di una semplice concessione d’uso. Tanto che l’approvazione dello schema della precedente convenzione – quella del 1998 in virtù della quale poi la gestione venne affidata proprio alla Pro Loco –  passò per la massima assise cittadina. E viene sottolineato anche un aspetto importante, in questo senso: l’atto sottoscritto tra Pincio e Sovrintendenza a gennaio andrebbe ad introdurre modifiche rilevanti, dalla durata che passa da tre a dieci anni, alle attività a cui si riferisce, fino agli oneri economici a carico del Comune a valere su più esercizi finanziari. (Agg. 18/04 ore 9.30)

IL RICORSO. Nel ricorso viene messa in evidenza poi come la naturale scadenza della convenzione sia fissata ad aprile 2019, e non allo stesso mese del 2018 come erroneamente indicato dalla Soprintendenza: motivo per il quale, secondo la Pro Loco, la nuova convenzione non potrà che produrre i suoi effetti solo a decorrere dal 15 aprile 2019, compresa quindi la pubblicazione della procedura di evidenza pubblica per la concessione a terzi dei servizi posti a carico del Comune.

In ultimo la violazione di legge, relativa alla mancata comunicazione e mancata partecipazione al procedimento da parte della Pro Loco, lesa quindi nei propri interessi.

L’associazione difende quindi la propria titolarità alla gestione del sito archeologico, almeno fino al 15 aprile del prossimo anno, sottolineando validità ed efficacia del contratto di affidamento. (agg. 18/04 ore 10)

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