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Traiano, torna la Grande stagione con ''Finale di partita''

Traiano, torna la Grande stagione con ''Finale di partita''

 Lo spettacolo di Samuel Beckett sarà sul palco del teatro comunale sabato alle 21 e domenica alle 19

CIVITAVECCHIA – Si torna al Traiano con ‘‘Finale di partita’’ di: Samuel Beckett. Lo spettacolo per la regia di Andrea Baracco, con Glauco Mauri e Roberto Sturno sarà sul palco del teatro comunale sabato alle 21 e domenica alle 17.(Agg. 19/04 ore 16.52) Segue

L’OPERA. Parlare di Beckett significa parlare dell’insensatezza della condizione umana, della insondabilità dell’universo e dell’umano, del tentativo di esprimere l’inesprimibile, insomma di molti grandi temi, ma più di tutto significa parlare di teatro, di personaggi che si fissano nella memoria, vivi e palpitanti, più di tanti altri della così detta drammaturgia di stampo realistico. 

In Finale di partita tutto ciò è assolutamente evidente; da un lato i due bidoni che contengono Nagg e Nell, e poi la sedia a rotelle, la scala che dà sulle finestre in alto, costruiscono un luogo installativo, uno spazio autosufficiente che sembra non avere necessità di altro se non di se stesso per essere significante; e poi loro, gli unici abitanti plausibili e possibili di quel luogo, Hamm e Clov da un lato e Nagg e Nell, i genitori di Hamm, dall’altro, impensabili l’uno senza l’altro, come tante coppie comiche del cinema muto impossibili da immaginare separati. Complementari ma ostili, ferocemente legati l’uno all’altro. (agg. 19/04 ore 17.30)

IL COMMENTO. L’attore Mari ha commentato: «Dopo Finale di partita, Beckett ha creato i suoi due ultimi capolavori: ‘‘L’ultimo nastro di Krapp’’ e ‘‘Giorni felici’’ dove la disperazione dei due personaggi si vela in una insolita pudica tenerezza. Per me Beckett è questo – ha detto – quando nel 1962 interpretai per la prima volta in Italia ‘‘L’ultimo nastro di Krapp’’ e ‘‘Atto senza parole’’ alcuni critici mi rimproverarono di aver reso poco beckettiani i due personaggi togliendogli quelchè di meccanico e geometrico che, secondo loro, era un segno indispensabile del “teatro dell’assurdo” di Beckett. Ma io ho – ha concluso Mari – sempre considerato Beckett non uno scrittore del teatro dell’assurdo ma un grande poeta della difficoltà del vivere dell’uomo».

Il prossimo fine settimana, invece, sarà la volta di ‘‘La Scuola’’ di Domenico Starnone, regia di Daniele Lucchetti, con Silvio Orlando, Vittoria Belvedere e Roberto Citran. (agg. 19/04 ore 18)

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