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Uno sconto per l’acqua non potabile

Uno sconto per l’acqua non potabile

Iniziativa dei consiglieri del Partito democratico Federico Ascani e Monica Forchetta Presentata in consiglio la proposta per la riduzione del 50 per cento della tariffa L’iniziativa destinata agli utenti della zona Monteroni, sottoposta a pesanti limitazioni

LADISPOLI – Presentata una proposta al consiglio comunale per una riduzione del 50% della tariffa per la fornitura di acqua agli utenti residenti nella zona dei Monteroni, sottoposta a pesanti limitazioni di potabilità. Lo fanno sapere i consiglieri del Pd Federico Ascani e Monica Forchetta, i quali premettendo che «nella zona dei Monteroni gli utenti del servizio idrico non ricevono acqua potabile e quindi non utilizzabile per tutti gli usi alimentari, e che tale situazione dura dal luglio 2017 e non sono state comunicate variazioni che possano portare ad una modifica della situazione in tempi rapidi» , rilevano che «la situazione comporta comunque un disagio e una spesa aggiuntiva per gli utenti, costretti ad acquistare acqua potabile, visto anche il provvedimento del C.I.P. n. 26 del 1975 che all’art. 13 prevede la riduzione del 50% della tariffa nei casi in cui all’utente sia erogata acqua “non potabile”. (agg. 19/04 ore 12) segue

I limiti della proposta. E’ stato richiesto pertanto al Consiglio comunale di proporre alla Flavia Servizi una riduzione della tariffa per la fornitura di acqua agli utenti residenti nella zona sottoposta alle limitazioni.   La proposta però trova, nell’immediato, degli ostacoli legati al bilancio già approvato. L’ordinanza di non potabilità veniva emessa, ricordiamo, dal sindaco Grando, a causa della presenza di cloruri leggermente superiore alla norma (324mg/litro rispetto al limite di 250mg/litro). Il superamento di questo limite, accertato dalle analisi eseguite da ARPA Lazio, si era verificato già negli anni passati ma, allora, la ASL competente non ritenne di dover richiede al comune di emettere l’ordinanza di non potabilità. (agg. 19/04 ore 14,22) 

Il parametro dei cloruri. Il problema in effetti riguarderebbe un elemento di non oggettività nella valutazione del parametro cloruri, più che la qualità effettiva dell’acqua. Secondo il DPR 236/88, del D.Lgs.n° 31 del 02/02/2001 e della Direttiva CEE/CEEA/CE n° 83 del 03/11/1998, infatti, il concetto di potabilità legato ai cloruri, non presenta un parametro di concentrazione massima ammissibile, ma una «concentrazione che sarebbe opportuno non superare», pari appunto a 250 mg/L essendo quello dei Cloruri uno dei 21 parametri “indicatori” della bontà idrica, per i quali sono stabiliti valori consigliati che non dovrebbero essere superati, in quanto non determinerebbero rischi diretti per la salute umana. Vale la pena comunque ricordare che è sempre opportuno verificare lo stato di salute del pozzo in località Statua, e le modalità di effettivo e costante monitoraggio da parte dei tecnici della Flavia Servizi. Per i Monteroni la situazione resta come sempre dubbia, benchè qualcuno continui a bere l’acqua del rubinetto: tale pratica torniamo a dire che è da ritenersi sconsigliabile, pur essendo l’acqua dei rubinetti ritenuta idonea per qualsiasi altro uso alimentare. (agg. 19/04 ore 15,48)

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