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Vannini, pronto il ricorso in appello

L’avvocato della difesa Andrea Miroli punta sull’impossibilità di vedere lesioni interne «Chiederemo omicidio colposo per Ciontoli e assoluzione per i famigliari»

L’avvocato della difesa Andrea Miroli punta sull’impossibilità di vedere lesioni interne «Chiederemo omicidio colposo per Ciontoli e assoluzione per i famigliari»

LADISPOLI – “Ricorreremo in Appello”. Poche ma significative parole quelle pronunciate da Andrea Miroli, legale dei Ciontoli, all’indomani della sentenza sul caso Vannini. Il tribunale di Roma ha condannato in primo grado a 14 anni per omicidio volontario con dolo eventuale Antonio Ciontoli, a 3 la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina assolvendo invece Viola Giorgini accusata di omissione di soccorso. (Agg. 20/04 ore 6.37) segue

IL COMMENTO DEI LEGALI DELLA FAMIGLIA CIONTOLI. “Chiederemo omicidio colposo per Antonio Ciontoli mente l’assoluzione per il resto dei familiari”, ha poi specificato Miroli. Nessun commento però sulla sentenza emessa dalla Corte di Assise di Roma anche se sia lo stesso Andrea Miroli che Pietro Messina hanno mostrato soddisfazione per l’assoluzione di Viola e la pena di 3 anni inflitta alla signora Pezzillo e ai figli Martina e Federico (il pm aveva chiesto 14 anni). Gli avvocati dei Ciontoli hanno sempre espresso delle perplessità su tutte le prove che udienza dopo udienza si sono sviluppate. “Nessuno ha mai preso in considerazione l’evento morte – aveva detto in precedenza Andrea Miroli – nessuno si poteva rendere conto della gravità delle lesioni, perché nessuno ha visto le lesioni interne del ragazzo. E’ questo per noi il nodo focale del processo”.  (Agg. 20/04 ore 7)

IL COMMENTO DEL LEGALE DEI VANNINI. Interviene anche l’avvocato dei Vannini: “Questa vicenda – sostiene Celestino Gnazi – ha sempre viaggiato su due binari destinati a non incontrarsi: quello tecnico e quello morale ed emotivo. Sotto il primo aspetto, dobbiamo ricordare che la Corte di Assise ha sentenziato che la vita di Marco Vannini è stata spazzata via da quattro assassini, uno dei quali avrebbe agito con dolo e tre con colpa. E’ stata una battaglia durissima, per nulla scontata. Ma non è questo il giorno delle osservazioni tecniche e ci torneremo quando saranno pubbliche le motivazioni. Oggi è il giorno della vicinanza e dell’affetto per i genitori di Marco, gli unici condannati all’ergastolo. La loro violenta reazione alla sentenza è comprensibile. Ciò che è davvero poco comprensibile è la mitezza delle pene inflitte ai condannati e, ripeto, è comprensibile la profonda delusione dei genitori nei confronti di una Corte che non ha saputo rendere la meritata giustizia ad essi ed al loro splendido ragazzo assassinato.  La nostra battaglia, naturalmente non finisce e saremo presenti in tutti i gradi di giudizio ad invocare e pretendere la giustizia che  Marco Vannini merita. Valuteremo ogni altra iniziativa. Voglio nuovamente ringraziare la Procura di Civitavecchia. Il percorso seguito dal PM Alessandra D’amore non era facile, ma lo ha fatto e la sostanza dell’impianto accusatoria è stata riconosciuta nella sua validità. Ora attendiamo le motivazioni della sentenza, ma le chiediamo sin da ora di impugnare la sentenza di primo grado e confidiamo che lo farà”.(agg. 20/04 ore 8)

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