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Venne querelato da Tidei: prosciolto il consigliere Rolando La Rosa

Venne querelato da Tidei: prosciolto il consigliere Rolando La Rosa

CIVITAVECCHIA – Finisce con un nulla di fatto la vicenda della presunta diffamazione commessa dal consigliere pentastellato Rolando La Rosa in danno dell’ex sindaco Pietro Tidei. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Civitavecchia Paola Petti, che ha pronunciato la sentenza di non luogo a procedere. L’episodio contestato, per il quale Tidei querelò il consigliere Cinque Stelle, risale a settembre 2016 quando nel corso del suo intervento alla kermesse nazionale del Movimento 5 Stelle svoltasi a Palermo, La Rosa avrebbe proferito dal palco presunte frasi contenenti affermazioni diffamatorie in danno di Tidei. (agg. 24/04 ore 12.21) segue

LA DENUNCIA-QUERELA. Considerazioni che l’ex sindaco Tidei aveva considerato lesive della propria immagine, presentando di conseguenza denuncia-querela per diffamazione aggravata dalla pubblicazione sui social e sui giornali telematici del video che ritraeva La Rosa sul palco di Palermo. A seguito di opposizione del difensore di Tidei ad una prima richiesta di archiviazione del pubblico ministero, il Gip di Civitavecchia aveva ordinato invece allo stesso Pm di formulare l’imputazione per diffamazione nei confronti di La Rosa, chiedendone il rinvio a giudizio. Nei giorni scorsi l’epilogo della vicenda.

Il Gup, dopo aver ascoltato Pubblico Ministero e il difensore di Pietro Tidei, l’avvocato Ernesto Tedesco, si è concentrato nell’ascolto della difesa dell’avvocato Davide Capitani, che insieme al collega Alessio Fabi, difende La Rosa. Dopo essersi ritirato in camera di consiglio il Gup ha emesso sentenza di proscioglimento perché il fatto non costituisce reato. (agg. 24/04 ore 13)

I COMMENTI. “Una decisione che ci soddisfa apppieno. Mi sono soffermato sul diritto di critica politica, anche dura e sferzante, che è fisiologicamente connotata in chi svolge continuativamente tale attività – spiega l’avvocato Capitani – dimostrando pertanto come le ipotesi anche allusive del proprio assistito, in quanto proferite in una sede e di fronte ad una platea ovviamente di parte, non possono costituire reato se attinenti a specifiche problematiche di lotta politica”.

“Nei miei confronti c’è stata una vera e propria gogna mediatica – afferma Rolando La Rosa – la politica da prima Repubblica in questa vicenda ci ha messo lo zampino per contrastare il mio impegno politico. Risultato? Che per il Giudice le  mie esternazioni sono assolutamente legittime e mai e poi mai possono essere una diffamazione. Scontenta e sconfitta ancora una volta la vecchia politica di Civitavecchia che strumentalizza qualunque fatto di cronaca per attaccare l’amministrazione comunale ed i suoi esponenti. Spero che in futuro ci si confronti nell’aula consiliare e non in quella giudiziaria”. (agg. 24/04 ore 13.30)

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