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25 Aprile, scritti di Pertini nelle letture degli studenti 

25 Aprile, scritti di Pertini nelle letture degli studenti 

Festeggiamenti per non dimenticare il giorno della Liberazione

SANTA MARINELLA – Anche quest’anno, così come accade ormai da decenni, si è tenuta la manifestazione relativa ai festeggiamenti del giorno della Liberazione. Presso il monumento ai caduti, forze dell’ordine, volontari della Misericordia, della Croce Rossa, dei Rangers, le scolaresche e tanti cittadini comuni, hanno partecipato alla cerimonia di deposizione di una corona di alloro alla lapide che ricorda i caduti delle due guerre mondiali. (agg. 25/04 ore 16.08) segue

I PRESENTI. Erano presenti oltre ai rappresentanti delle associazioni dei combattenti, degli antifascisti e delle forze politiche, anche il sub commissario prefettizio del Comune Carlo Russo, don Salvatore Rizzo e il rappresentante dei combattenti Bomboi. Nei vari discorsi tenuti dai presenti, tutti hanno sottolineato l’importanza di non dimenticare una ricorrenza simile, anche per lasciare ai giovani, un futuro migliore, corretto dagli errori del passato. Alcuni studenti hanno letto qualche pagina tratta da un libro di Sandro Pertini e altri hanno recitato delle poesie. Al termine della cerimonia, il segretario del Pd locale Pierluigi D’Emilio, ha voluto esternare un suo pensiero. (Agg. 25/04 ore 16.40)

L’INTERVENTO. “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione – dice D’Emilio – andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”. Ho ritenuto doveroso iniziare questo mio breve intervento per la ricorrenza del 25 Aprile con le parole che Piero Calamandrei rivolgeva agli studenti milanesi nel 1955, spiegando in questo modo semplice, ma determinato, il valore della nostra Costituzione, perché ritengo che queste parole siano pregne di modernità ed in esse sia racchiuso il senso di queste celebrazioni. Sono parole pronunciate da un protagonista di quegli anni ad una platea di studenti dieci anni dopo la fine della guerra. Esprimono concetti veri e non possiamo negare che la Costituzione sia la bellissima figlia di dolorose vicende che portarono alla pacificazione nazionale facendo prevalere i valori più profondi del nostro popolo, valori che oggi rischiamo pericolosamente di smarrire”. (Agg. 25/04 ore 17)

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