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Allumiere, celebrata la Liberazione

ALLUMIERE – Nel giorno della Festa della Liberazione l’amministrazione comunale di Allumiere ha dato vita ad alcune partecipate iniziative. Alle 10.30 c’è stata la deposizione di una corona d’alloro presso la lapide del Palazzo comunale e poi si è svolto il corteo fino al monumento dei caduti in piazza Turati con la deposizione della corona di alloro davanti al monumento. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Antonio Pasquini e tutte le autorità civili e militari del paese. 

“Confesso un po’ di emozione essendo la prima volta che, nella veste di sindaco ho partecipato a questa festa – ha sottolineato Pasquini – esprimo un profondo sentimento di gratitudine alle famiglie di quei giovani partigiani caduti nella lotta di liberazione dal nazi-fascismo e un pensiero va anche a tutte quelle donne, partigiane combattenti, staffette o semplicemente donne pronte a dare il loro contributo in ogni gesto di vita quotidiana e alla lezione di vita che ci hanno tramandato e che noi abbiamo il dovere di mantenere viva e di rispettare  interrogandoci sul valore e sul significato delle conquiste di libertà e democrazia.Voglio ricordare la mattina del 6 giugno 1944 in cui Allumiere fu dichiarata libera ed antifascista grazie alleavanguardie che con jeep e mezzi americani raggiunsero la piazza del paese ed iniziò il periodo di rinnovamento e di libertà. Il rispetto si deve a tutti i caduti e ad ogni vittima della Resistenza e della Liberazione e soprattutto ai partigiani morti per dare il proprio contributo a salvare l’Italia restituendogli libertà e democrazia. E’ ai valori di libertà, uguaglianza, diritti civili, lavoro, solidarietà,  cardini della nostra Costituzione, che i giovani di oggi devono guardare; credere a quegli ideali di  libertà per affrontare le tante sfide che un mondo globalizzato ogni giorno ci presenta. L’Europa ed il mondo hanno più che mai bisogno di riappropriarsi del concetto di libertà. La piaga del terrorismo, la brutalità dell’integralismo, l’immigrazione clandestina, la tratta degli schiavi, hanno colpito il cuore dell’occidente, l’idea moderna di eguaglianza, di solidarietà tra gli uomini e di libertà, compresa quella di professare il proprio credo religioso. Ma non dobbiamo farci intrappolare nella spirale della violenza né accettare che in nome dell’emergenza siano ristrette proprio quelle libertà che sono alla base del nostro mondo. Dobbiamo essere compatti, uniti, rivendicando la nostra vita ed i nostri valori, consapevoli del fatto che, a livello internazionale, la lotta all’Isis e all’integralismo  vuole l’apporto e la collaborazione di tutti perché è un problema che riguarda tutti. Oggi la parola libertà rappresenta le libertà personali già riconosciute dalla nostra carta costituzionale e quelle più moderne come la libertà dei bisogni, la libertà nell’affermazione della personale identità rispetto alle differenze di genere, di costume; la libertà nella determinazione del diverso, dell’immigrato, dell’emarginato, la libertà alla cultura, al lavoro,all’occupazione. Dalla Resistenza abbiamo avuto un’idea di nazione fraterna, solidale, ed un’idea di patria popolare, sobria, umile e generosa, cosciente ed orgogliosa delle sue possibilità, accogliente, non razzista. Ideali che evocano la nostra italianità, l’appartenenza ad un destino comune e condiviso, che non esclude, anzi implica, il confronto con il diverso, la proiezione verso l’inclusione sociale, verso quell’unita’ solidale che ammette le differenze e le particolarità. La Liberazione è patrimonio di tutti, e tutti siamo chiamati a seguire il suo insegnamento; ora tocca a noi essere degni di quelle parole e del sacrificio dei nostri partigiani”. Dopo la deposizione delle corone nell’aula nobile di Palazzo Camerale si è svolta la presentazione del libro di Sesto Galimberti: ”I miei ricordi”. (Rom. Mos.)

 

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