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Port Mobility, Azzopardi: "Stipendi entro venerdì"

Port Mobility, Azzopardi: "Stipendi entro venerdì"

I sindacati confermano lo stato d’agitazione, sciopero in forse: si attende l'esito dell’incontro con il presidente dell’AdSP di Majo

CIVITAVECCHIA – «Gli stipendi saranno pagati regolarmente entro il 27». Lo ha detto l’amministratore delegato di Port Mobility Edgardo Azzopardi nel corso di una conferenza stampa. Critico nei toni nei confronti dell’AdSP, anche se ha specificato di non voler fare polemica ma di aver sentito il bisogno di lanciare un «grido d’allarme» ricordando  la necessità di affrontare tutti i problemi per tempo.

L’ennesima problematica che mette a nudo la sofferenza del porto di Civitavecchia. Critici anche i sindacati, convocati dal presidente dell’AdSP Francesco Maria di Majo a Molo Vespucci per questa mattina. Gennaro Gallo, Uiltrasporti, ha sottolineato la necessità della creazione del tavolo per affrontare le molte problematiche lavorative: «Bisogna cambiare registro – ha detto – non è più possibile gettare fango su questo scalo perché a rischiare sono i lavoratori». Più dura Fabiana Attig, Ugl: «Lo stato d’agitazione rimane  e – per quanto riguarda la minaccia dello sciopero di domani (ndr) – se le parole del presidente dell’Authority non saranno esaustive i lavoratori incroceranno le braccia».

Una situazione critica, non basta l’emissione del Cig e la firma del decreto ma, hanno sottolineato sindacati e Azzopardi, è necessaria una programmazione opportuna sia nei tempi che nei contenuti. «Voglio ricordare – ha sottolineato Azzopardi – che Port Mobility non ha ancora ricevuto un euro per i servizi resi (gennaio, febbraio, marzo e aprile). Il Cig (firmato venerdì a gaeta) è arrivato soltanto lunedì alle 17, il decreto è stato firmato e possiamo fatturare 831,986 euro al mese ma non si dice a fronte di cosa e, soprattutto, si ferma al 31 maggio. Dobbiamo avere delle certezze – incalza Azzopardi – come si può organizzare un’azienda senza conoscere il tuo futuro? Non c’è interlocuzione: è ora che chi ha le responsabilità se le assuma».

L’amministratore delegato Port Mobility ha spiegato che non è stato facile pagare gli stipendi nonostrante l’azienda sia strutturata e solida. Ma proprio i 130 lavoratori sono stati la motivazione di questo sforzo fatto e il «senso di rispetto nei confronti delle utenze portuali». A rischio invece i contratti stagionali, proprio per quest’assenza di programmazione e per le tempistiche troppo lunghe. Azzopardi ha infatti deetto che recentemente è stato approvato il piano  tariffario del 2017. Azzopardi ha spiegato che si è scesi da 6,70 euro a passeggero a 6,10 e si ipotizza un 5,70, ammortizzato con spese a 5,87, ma si rimane sui vecchi numeri con 1,750mila passeggeri, nonostante le stime siano di molto superiori. Numeri che costringono l’amministratore delegato a rifare i conti. «Ogni anno – ha concluso Azzopardi – siamo riusciti a fare 20 o 30 contratti stagionali ma non siamo sicuri di riuscire a farli anche in questo». Presente anche Stefano Cenci, presidente Unindustria Civitavecchia. Insomma, la situazione è calda e rischia di surriscaldarsi ancora di più dopo l’incontro. Le richieste sono semplici: programmazione, tempi accettabili e un tavolo per un maggiore dialogo.   

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