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Busta con proiettile, Miroli: "Travalicati i limiti del consentito"

Busta con proiettile, Miroli: "Travalicati i limiti del consentito"

Al vaglio dei Carabinieri di Civitavecchia anche le registrazioni delle telecamere poste nell'androne del palazzo dove si trova lo studio del legale. LA REAZIONE DEI GENITORI DI MARCO VANNINI

LADISPOLI – “Sentenza vergognosa! Dato che la giustizia non esiste sarà fatta in un altro modo. A Marco l’ogiva non è stato visto?????? Chi lo sa se a te e al tuo avvocato corrotto lo vedranno, siate maledetti!!! Intanto vedetevelo come sarà! Ha ragione Carmelo Abbate non basta la giustizia ci deve essere vendetta e qualcosa di spietato per un vigliacco come te e così anche per il tuo avvocatuccio! Siete un covo di vipere! Meno male che c’è gente come Nuzzi, Sciarelli e La Boiardi che stanano le carogne come voi! La memoria del povero Marco sarà onorata!”. E’ questo il messaggio contenuto all’interno della busta recapitata all’avvocato Andrea Miroli, legale della famiglia Ciontoli nel processo per l’omicidio di Marco Vannini. Insieme alla lettera il legale si è visto recapitare anche parte di un proiettile, calibro 9, contenuto sempre nella busta. (agg. 05/05 ore 13.50) segue

BUSTA CON PROIETTILE, INDAGANO I CARABINIERI. Della vicenda ora si stanno occupando i Carabinieri della Stazione di Civitavecchia che per scoprire chi abbia potuto commettere il gesto hanno acquisito anche le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza poste nell’androne del palazzo in cui si trova lo studio del legale. Molto probabilmente, infatti, la busta sarebbe stata imbucata a mano, “dato che il francobollo che vi è apposto – ha spiegato lo stesso legale – non è stato timbrato” (come solitamente avviene in caso di invio tramite le poste, ndr). (agg. 05/05 ore 14.15)

LETTERA MINATORIA AL LEGALE DI CIONTOLI, MIROLI: “COLPA DEL PROCESSO VIRTUALE”. Quanto avvenuto, per l’avvocato “‘è espressione di un modo di intendere la giustizia che non è quella che si evince nelle aule di Tribunale”. Colpa del “processo virtuale” che “ha come conseguenza questo, ossia affrontare in maniera avulsa, rispetto a quelle che sono le risultanze del dibattimento”. Insomma: “E’ indifferente quanto si evince dal dibattimento”. Non solo: per l’avvocato Miroli il gesto dimostra come “forse tutti insieme abbiamo travalicato i limiti del consentito, di quello che può essere detto e fatto”. Un confine dunque sottile tra processo mediatico (dove chi parla dovrebbe sapere che “quando si proferiscono certi discorsi a un pubblico di milioni di persone, poi le conseguenze – ha detto Miroli – non vengono valutate; ma quando si arriva a determinate sentenze si arriva poi a criticare i giudici, gli avvocati”) e il processo svolto all’interno delle aule del tribunale. “Effettuerò una precisa battaglia sul punto – ha concluso Miroli – cercando di interessare anche quelle che sono le massime autorità”. (agg. 05/05 ore 14.45)

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