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''La partecipazione popolare a S. Marinella non è possibile''

''La partecipazione popolare a S. Marinella non è possibile''

La lista civica ‘‘Il Paese che vorrei’’ che propone quale candidato sindaco Casella organizza assemblee pubbliche  

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Per la lista civica “Il Paese che Vorrei” che propone quale candidato sindaco Casella, la partecipazione popolare a Santa Marinella non è possibile. «Non perché manchi nei cittadini il desiderio di essere parte attiva nella vita pubblica – spiega Casella – ma perché chi ci ha governato fino ad ora se ne è infischiato. Da questa considerazione è partita la prima di una serie di assemblee che ‘‘Il Paese che Vorrei’’ ha in calendario per approfondire alcuni punti del programma con i cittadini. (agg. 09/05 ore 10.13) segue

GLI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE POPOLARE. Gli strumenti di partecipazione popolare, previsti dalla Costituzione, che considera la partecipazione un diritto fondamentale, dalle normative degli Enti locali e dallo Statuto comunale, a Santa Marinella non possono essere praticati. Come illustrato dai relatori Alessio Cangini, Andrea Riga e Daniele Renda, la nostra città vanta il non invidiabile primato di prevedere, in percentuale, il maggior numero di firme per presentare mozioni o petizioni popolari e referendum consultivi. A fronte di una media nazionale del 10% per i referendum consultivi, la nostra città fissa la soglia al 35%. Anche per le petizioni il numero di firme richiesto è spropositato. In entrambi i casi diventa impossibile avanzare istanze e proposte. In più,raggiunto il quorum richiesto, ci si imbatte nel problema dei regolamenti operativi, previsti dallo statuto comunale, ma inesistenti. Dal 2001anno di approvazione del documento, nessuna delle quattro amministrazioni che si sono susseguite si è preoccupata di redigerli e di approvarli». (agg. 09/05 ore 10.45)

IL COMMENTO DEL SINDACO. «Chi ci ha governato – continua il candidato sindaco – evidentemente è interessato alla nostra partecipazione solo al momento del voto che, nonostante tutto, non mancano mai di chiederci, per poi dimenticarsi di noi. Negli anni ‘‘Il Paese che Vorrei’’ ha proposto una serie di petizioni popolari, per il rispetto del regolamento del verde, per bloccare il progetto per la piazza centrale sbagliato e economicamente insostenibile, per approvare il Piano di Emergenza Comunale, per dire di no al project financing per la passeggiata, per migliorare l’edilizia scolastica e riaprire gli impianti sportivi. Queste azioni, però, si sono scontrate con il disinteresse di chi ci ha governato. Un’amministrazione che evidentemente non riesce a comprendere l’importanza del contributo delle persone alla vita politica e il fattore di crescita che questo può e deve rappresentare, soprattutto sui temi che riguardano la città, i beni comuni, i servizi, il lavoro, la qualità della vita. Il Paese che Vorrei è convinto che sia essenziale continuare a promuovere la partecipazione ed esprime l’impegno ad apportare allo statuto le modifiche necessarie a rendere possibili le iniziative popolari, abbassando il numero delle firme richieste e ad approvare i regolamenti ignorati per quasi vent’anni». «È necessario inoltre – conclude Casella – che il consiglio comunale si svolga in orari che agevolino la presenza dei cittadini. Il rilancio di questa comunità deve partire dal rispetto per i suoi cittadini e quindi per il loro coinvolgimento nelle attività decisionali». (agg. 09/05 ore 11.30)
 

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