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Inizia oggi la marcia di solidarietà di Signorini

Inizia oggi la marcia di solidarietà di Signorini

IL CASO. Da Pontedera percorrerà circa 300km a piedi  per arrivare alla fiaccolata #noninmionome che si terrà il 17 maggio a Cerveteri. «La sentenza per Marco Vannini mi  ha fatto rivivere lo stesso dolore di 25 anni fa  quando mio nipote è stato freddato da tre colpi di pistola»     

di GIULIANA OLZAI 

CERVETERI – Inizia stamane alle 9 la marcia di solidarietà da Pontedera di Alessandro Signorini in direzione Cerveteri  per chiedere giustizia per Marco Vannini. Alessandro, 53 anni, percorrerà circa 300 km a piedi per arrivare dopo otto lunghissimi e durissimi giorni  alla fiaccolata #noninmionome che si terrà nella città Etrusca il 17 maggio alle 21. Uno zaino, poche cose dentro, lo stretto necessario, qualche maglietta e biancheria intima per il cambio, e rimanere il più leggero possibile. Un cambio d’abito per quando arriverà a Cerveteri. (agg. 09/05 ore 11.34) segue

LA STORIA DI ALESSANDRO. Alessandro nel suo tragitto che attraverserà tanti comuni del centro Italia conta sulla solidarietà e il supporto della gente per raggiungere la meta. 
Nutre la speranza che qualcuno si unisca a lui e fargli compagnia per qualche kilometro; o che qualcuno gli dia una mano magari portandogli una bottiglia d’acqua fresca, un piccolo pasto o offrendogli un posto per dormire. Questo dipenderà dalla sensibilità delle persone. Nella sua lunga camminata farà una pausa nelle ore più calde della giornata per riprendere fiato e recuperare le forze. Alessandro ha una grande motivazione che lo sosterrà durante il tragitto. Anche lui ha subito una gravissima perdita. 
Il nipote Emiliano Giovannini, figlio di una sua sorella,  nell’ottobre del ‘93, che aveva compiuto i diciotto anni da otto mesi, fu ucciso per una banale discussione. Il giovane, in sella ad un motorino con un amico,  dopo essere stato rincorso con l’auto dal suo aguzzino,  è stato freddato con tre colpi di pistola di cui uno è risultato fatale. E tutto per un semplice un sorpasso. L’assassino è stato condannato in primo grado a 14 anni, pena portata a 27 anni in appello. La sentenza però è stata annullata dalla Cassazione per un vizio di forma. Alla fine dopo una infinita  vicenda giudiziaria protrattasi per anni l’imputato è stato condannato in via definitiva a 14 anni di reclusione ma col beneficio dell’indulto ne ha scontati solamente 11.  Una pena irrisoria per una vita così giovane spezzata senza alcun motivo che indignò e lasciò sgomenti  i familiari di Emiliano. 
«Da quando ho saputo della sentenza di primo grado per Marco Vannini – dice Alessandro Signorini – sto vivendo un incubo. Sto rivivendo tutto quello che ho vissuto 25 anni fa. E’ riesplosa tutta la rabbia e il senso di impotenza vissuto perché è inaccettabile che la vita di un ragazzo possa valere 14 anni di reclusione. Ma soprattutto questo senso di ingiustizia, ingiustizia totale. Noi familiari viviamo l’ergastolo. Io in questi giorni sto rivivendo lo stesso dolore, preciso e identico di 25 anni fa. Il dolore non passa. Non si affievolisce mai. Lo puoi elaborare quanto ti pare ma non cambia mai. Quello che cambia è la tua capacità di sopportarlo. Ad un certo punto ti abitui a portarti dietro questo masso sulla schiena. Ma basta una semplice notizia in televisione, una parola detta male al bar per ricordarti che ti hanno sparato un nipote. E la condanna peggiore per tutti noi.  I nostri morti non torneranno più ma i loro assassini devono stare in galera. Noi eravamo tranquilli perché c’era un omicida reo confesso,  un capo d’accusa inattaccabile, omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi e mai avevamo pensato che sarebbe stata inflitta una pena così lieve. Ma che attenuanti devi concedere ad uno che ha commesso un omicidio volontario?»  
«Quando si vive una tragedia di questo tipo – spiega Alessandro – ognuno ha un suo modo di elaborare il lutto e ci sono state conseguenze anche drammatiche nella mia famiglia.  C’è poi un dettaglio anche sconcertante in questa vicenda: Marco ed Emiliano erano entrambi giovanissimi. L’unico modo per avere giustizia è quello di tenere i riflettori sempre accesi. Diventa doloroso ogni volta tornare in tribunale, risentire le stesse cose. Riaprire quella ferita diventa veramente faticoso. E alla fine sei costretto ad arrenderti. Ho una grande motivazione dentro e sono intenzionato a portare avanti fino in cassazione questa battaglia al fianco dei genitori di Marco.  Se è necessario mi incatenerò davanti al tribunale» conclude determinato Alessandro.   (agg. 09/05 ore 13)
 

Ecco le frazioni, paesi e le città che attraverserà  Alessandro nella sua marcia verso Cerveteri:
9 maggio: Pontedera – Ponsacco – Forcoli – Baccanella – Peccioli – Montefoscoli – Toiano – Legoli – Sughera – Castelfalfi – San Vivaldo – Marrado – Iano – Pancole – San Gimignano.
10 maggio: San Gimignano – Monteoliveto – Montauto – Bibbiano – Borgatello – Maltraverso – Colle di Val D’Elsa – Staggia – Castellina Scalo – Abbadia Isola – Monteriggioni – Campo di Fiori – Badesse – Uopini – Siena.
11 maggio 2018: Siena – Monteroni d’Arbia – Lucignano D’arbia – Murlo – Ponte D’arbia – Torrenieri – Montalcino – San Quirico d’Orcia – Bagno Vignoni – Ripa D’orcia – Rocca D’orcia – Castiglione D’orcia – Gallina – Campiglia D’orcia – Bagni San Filippo – Radiocofani.
12 maggio 2018: Radiocofani- Ponte A Rigo – Centeno – Acquapendente – San Lorenzo Nuovo – Bolsena.
13 maggio: Bolsena – Montefiascone – Zepponami – Taveria – Viterbo.
14 maggio: Viterbo – Buon Respiro – Le Farine – Ponte di Cetti – Pian di San Martino – Madonna del Ponte – Monte Romano.
15 maggio: Monte Romani – Casale Santa Maria – Fontana Matta – Pantano – Sant’Agostino – Bagni di Sant’Agostino – Scaglia – Civitavecchia.
16 maggio: Civitavecchia – Santa Marinella – Santa Severa – Furbara – Marina di Cerveteri – Cerveteri (agg. 09/05 ore 14)

 

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