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Csp, Ugl e Fiadel assemblea per il mancato accordo

Csp, Ugl e Fiadel assemblea per il mancato accordo

CIVITAVECCHIA – Ugl e Fiadel, in votazione il mancato accordo Csp. “Nonostante i buoni propositi – rende noto dall’Ugl la responsabile territoriale Fabiana Attig – il nuovo amministratore della fa e disfa a suo piacimento senza minimamente coinvolgere le parti sociali, cosa tra l’altro previsto nell’accordo dello scorso maggio”.

Attig spiega che l’ultima proposta di verbale di accordo “che abbiamo dallo stesso e per la quale era fissato un incontro, andato deserto dallo stesso De Leva, era ed è per questa sigla sindacale irricevibile. In quanto non in totale violazione dell’accordo del 19 – 05 – 2017 mai applicato. Per questo domani  l’Ugl, unitamente alla Fiadel, ha indetto un’assemblea – spiega la sindacalista – con tutti i dipendenti della partecipata per fare un bilancio di questi 8 mesi circa di gestione”.

Nel corso dell’assemblea si parlerà del mancato funzionamento della Commissione paritetica, della verifica dell ‘attribuzione da parte “dell’azienda di promozioni (livelli) ad alcuni lavoratori e dell’organigramma.

Verranno verificati i criteri di valutazione dei dipendenti e delle conseguenti ripercussioni che queste hanno determinato. Inoltre dell’avvio “della vertenza per l’equiparazione a Fise dei lavoratori del verde pubblico, recupero della giornata, del mandato a Ugl e Fiadel di convenire in ispettorato territoriale del lavoro Csp, per mancato accordo. Vale la pena ricordare – specifica Attig – che ancora oggi a 370 dipendenti circa viene sottratta una cifra che va tra i 50 ed i 100 euro al giorno. Somma concordata (500mila euro in un anno) che doveva servire per fare investimenti e migliorare quindi le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi. Gli investimenti sono inesistenti, si va avanti con mezzi vecchi di 20 – 30 anni sia nel trasporto pubblico (in attesa dei famosi bus a metano di Enel). Purtroppo in tutti i settori – tuona Attig – ormai le condizioni di lavoro anziché migliorare sono sempre più precarie e pericolose. In compenso però, l’amministratore si è aumentato lo stipendio quasi del doppio, così come alcuni “fortunati” dipendenti a cui è toccata una bella promozione, mentre ad altri i livelli sono stati tolti illegittimamente. Per non parlare poi – conclude dura Attig – dei buoni pasto da un euro tolti ai lavoratori del verde arbitrariamente. Insomma lui si è aumentato lo stipendio in base ai risultati del 2017, che ancora non si conoscono perché il bilancio non si è visto; i dipendenti sono stati promossi in base alle mansioni che nessuno conosce perché non sono state assegnate”.

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