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Inchiesta giudiziaria sulla società Mario Guerrucci

Inchiesta giudiziaria sulla società Mario Guerrucci

Diversi i reati ipotizzati, dall’appropriazione indebita alla corruzione. L’azienda si difende dalle accuse 

CIVITAVECCHIA –  Un’inchiesta giudiziaria ha investito, nei mesi scorsi, una delle società più note sul territorio, la Mario Guerrucci srl, alla quale vengono contestati una serie di reati, dal falso in bilancio all’appropriazione indebita, passando per la corruzione, le minacce e la soppressione di documenti. I fatti sarebbero stati portati alla luce della Guardia di Finanza a seguito di una lunga attività di indagine che ha visto poi la procura – nelle vesti prima del pm Lorenzo Del Giudice e poi in quelle della collega Allegra Migliorini – chiedere il rinvio a giudizio per il presidente del consiglio di amministrazione ai tempi dei fatti contestati, Armando Christian Calvanese, per la stessa società Mario Guerrucci srl e per Francesca Guerrucci. Al centro della contestazione la vendita di alcuni mezzi meccanici il cui reale incasso sarebbe stato inferiore a quanto stabilito da una perizia disposta appositamente sulla vendita, con Calvese e Guerrucci accusati di aver mostrato ai soci, nel corso dell’esposizione dei bilanci della società, fatti non veritieri con l’obiettivo di conseguire un ingiusto vantaggio. Ma non solo. Gli inquirenti hanno posto dubbi anche sui ricavi stessi proventi della vendita dei mezzi.  (agg. 10/05 ore 7) segue

LE CONTESTAZIONI. Ma non solo. Le contestazioni mosse riguardano anche un presunto caso di corruzione nei confronti di un funzionario della Regione Lazio: 25mila euro, questo quanto ipotizzato dalla Procura, al fine di ottenere riduzioni sui massimali assicurativi relativi alla discarica di Piana della Legnaia ed evitare specifici accertamenti.    

La questione è già arrivata in udienza preliminare, davanti al giudice Paola Petti, ma sarebbero ancora in corso delle attività istruttorie.   (agg. 10/05 ore 7.30)

LA SOCIETA’ RESPINGE GLI ADDEBITI MOSSI. Nel frattempo la società respinge gli addebiti mossi «e proverà nell’opportuna sede giudiziaria l’infondatezza di tutte le contestazioni avanzate – hanno spiegato – anche al fine di tutelare e preservare il lavoro degli oltre centocinquanta dipendenti che all’interno della medesima quotidianamente operano, contribuendo instancabilmente a rendere la società tra le realtà imprenditoriali più importanti del comprensorio». (agg. 10/05 ore 8)

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