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Abbate: ''Solidarietà ai Ciontoli e a Miroli''

Abbate: ''Solidarietà ai Ciontoli e a Miroli''

Il giornalista prende le distanze dal messaggio recapitato al legale e presentato una denuncia alla Questura di Milano

LADISPOLI – «L’esercizio privato del diritto per far valere le proprie ragioni, la giustizia fatta in casa, la vendetta per sanare un torto subito, sono totalmente estranee al mio modo di pensare, di essere e di stare al mondo».

In questo modo il giornalista di Quarto Grado, Carmelo Abbate esprime la sua «sincera, incondizionata solidarietà al signor Antonio Ciontoli, alla sua famiglia e all’avvocato Miroli» per la lettera di minacce e il proiettile recapitato al legale della famiglia Ciontoli. Solo una settimana fa, l’avvocato Miroli aveva presentato formale denuncia ai Carabinieri per l’episodio. Una lettera di minacce era stata imbucata nella cassetta delle lettere del suo studio legale, a Civitavecchia. In quella lettera si faceva riferimento proprio ad alcune frasi pronunciate durante una delle puntate di Quarto Grado, da Carmelo Abbate. (AGG. 13/05 ore 9) segue

LA PRECISAZIONE DI ABBATE. «Chi mi ascolta durante i miei interventi a Quarto Grado, chi ha letto i miri libri o mi segue sui social network – ha detto Abbate, affidando le sue parole a Facebook – conosce benissimo il mio pensiero. So per esempio che sono fermamente contrario alla pena di morte come all’ergastolo, che considero antiscientifico, anticostituzionale e figlio di una concezione della giustizia che demanda allo Stato il potere di consumare vendetta». Tornando poi alla lettera e alle parole che gli sono state attribuite, Abbate precisa: «Se qualcuno ha potuto interpretare le mie parole in maniera distorta, e qualcun altro ha trovato margine per attribuirmi un pensiero che non è il mio, evidentemente – ha detto Abbate – non sono stato fortunato nell’esposizione, quindi non abbastanza chiaro. Ribadisco quindi che anche in quella circostanza in cui auspicavo una “giustizia spietata” nei confronti dei Ciontoli, non mi riferivo certo a una sorta di giustizia alternativa a quella del tribunale. Chiarito questo – ha poi sottolineato il giornalista – ritengo di avere le carte in regola per non permettere a nessuno di attribuirmi la volontà di istigare il prossimo a delinquere». (Agg. 13/05 ore 10)

“ADIRO’ LE VIE LEGALI”. Ed è proprio per questo motivo che Abbate, a tutela del suo nome «leso dal messaggio recapitato all’avvocato Miroli» ha deciso di adire le vie legali nei confronti di chi ha usato il suo nome «per propinare una sorta di chiamata alle armi per una giustizia privata e sommaria». Il giornalista di Quarto Grado ha già presentato una denuncia per querela negli uffici della Questura di Milano, conferendo mandato di essere rappresentato e difeso in tutte le sedi opportune, all’avvocato Paolo Pirani del foro di Civitavecchia. (Agg. 13/05 ore 10.30)

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