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Corruzione, bufera a Fiumicino

Corruzione, bufera a Fiumicino

Indagati esponenti della polizia di frontiera: avrebbero aiutato l’imprenditore Montante a distruggere alcuni documenti

FIUMICINO – Tocca anche la Polizia di frontiera dell’aeroporto e si allarga il numero degli indagati nell’inchiesta della Procura di Caltanissetta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante e di altre cinque persone. (agg. 17/05 ore 10.22) segue

I FATTI. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Ansa, un avviso di garanzia, per concorso in corruzione, è stato infatti notificato al vice questore aggiunto Vincenzo Savastano, in servizio all’ufficio della polizia di frontiera dell’aeroporto di Fiumicino.
Per favoreggiamento sono invece indagate due strette collaboratrici di Montante, Carmela Giardina e Rosetta Cangelosi. Secondo gli inquirenti avrebbero aiutato l’imprenditore a distruggere alcuni documenti del suo archivio segreto, custoditi dentro una ventina di pen drive, poi nascoste in uno zaino lanciato dal balcone poco prima dell’arresto. Gli investigatori hanno recuperato anche questo materiale.(Agg. 17/05 ore 11)

25 GLI INDAGATI. Sale così a 25 il numero degli indagati dell’inchiesta, anche se i magistrati stanno valutando in questo momento la posizione di altre persone che avrebbero avuto un ruolo nella rete di spionaggio che sarebbe stata al servizio di Montante.
Ricordiamo per dovere di cronaca che un’accusa non equivale assolutamente a una condanna, che il castello accusatorio va provato in sede di tribunale, là dove si formano le prove, che vale il principio della presunzione di innocenza, e che comunque il sistema giudiziario vigente in Italia prevede tre gradi di giudizio. (Agg. 17/05 ore 11.30)

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