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Ennesima ordinanza in danno all’Ostilia

Ennesima ordinanza in danno all’Ostilia

A seguito della rottura della condotta idrica in via dei Convolvoli. Segnalata dal comandante dei Carabinieri della stazione di Campo di Mare  

di TONI MORETTI 

CERVETERI – Ancora una ordinanza sindacale, la n°49 dell’11 maggio, che prevede l’intervento del comune per la riparazione di una parte di rete idrica che crea pregiudizio alla sicurezza dei cittadini e che chiama in danno la società Ostilia, proprietaria delle medesime senza che il comune stesso prenda precauzioni e garanzie per la solvibilità dell’azienda, ha il sapore dell’ennesima regalia che si fa a codesta società. L’atto a seguito di una rottura della condotta riscontrata in via dei  Convolvoli all’altezza dei civici 5 e 7 e segnalata dal comandante dei Carabinieri della stazione di Campo di Mare. E’ estremamente difficile riuscire a capire perché una amministrazione persegue in un, a prima vista, irragionevole accanimento terapeutico nei confronti di una società, Ostilia  SpA, proprietaria del comprensorio di Campo di Mare sul quale c’è un intreccio di avvenimenti ed azioni controverse che hanno prodotto un contenzioso col comune di Cerveteri che dura da quaranta anni. Ad oggi, questa società del gruppo Bonifaci, che ha ereditato con l’acquisto si dice tutti i prezzi da pagare per malandrinate commesse da altri negli anni d’oro dei palazzinari, quando tutto era consentito, realizzato e insabbiato per intervento di una politica succube, servile e compiacente, è quasi decotta. L’assenza di qualsiasi intervento negli anni,  si parla di manutenzione strutturale della rete idrica per esempio e di quella fognaria, come dell’illuminazione delle strade e delle aree verdi o del controverso spazio che va dal confine demaniale a quelle aree che da anni sono state occupate da manufatti abusivi che si chiamavano stabilimenti balneari, oggi oggetto di rivalsa con la stessa proprietà che ne ha rivendicato il possesso. Stiamo parlando del mare di Cerveteri, città di ambizioni turistiche internazionali, patrimonio dell’umanità per l’eredità che ha avuto dai suoi avi etruschi della necropoli più bella del mondo. Ebbene questa zona, lottizzata abusivamente, tenuta in un modo che chi vi abita maledice il giorno di aver fatto quella scelta, appartiene ad una società sull’orlo del fallimento. E il comune? Il comune, esaminando gli atti che approva e le azioni che promuove sembra orientato a darle una mano per salvarsi con irragionevoli regalie che provocano più di un’ombra e suscitano più di un sospetto.  Vuoi vedere che i vari passaggi di mano sono frutto di un architettura di scatole cinesi che conducono a chi è sopravvissuto a destra e a sinistra al “sacco” di Roma pronto a ripetere l’esperienza nel litorale dell’area metropolitana?

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