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Burrasca nella maggioranza

Burrasca nella maggioranza

Nell’ultima riunione si prende atto dell’inefficacia dell’azione di governo. La disamina delle cause porta a demandare le responsabilità ai singoli componenti del braccio operativo  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Era da tre giorni che la cortese applicazione del telefono dava un’allerta meteo ma viste le condizione comunque dolci del tempo, un po’ capriccioso è vero, ma non impossibili, non si riusciva a capire a quale barometro facesse riferimento. Poi l’altra sera ci siamo arrivati. Probabilmente la app si era spostata sul barometro politico e annunciava quelle che sarebbero state le condizioni meteorologiche della consueta riunione di maggioranza che si sarebbe tenuta nel tardo pomeriggio: burrasca. E si, perché la riunione di maggioranza, con qualche assenza, c’è da giurare dice qualcuno strategica e programmata, aveva cambiato schema. 
Non più il Leader Massimo, pronto a dare indicazioni (ordini) ai presenti, gratificati ora con un buffetto, ora sanzionati con un manrovescio. Quando si è accorto che il tema della discussione  si stava spostando su un immobilismo operativo dell’amministrazione della quale quella maggioranza era l’elemento trainante e che deviava verso l’assenza dei contributi proprio di chi quella maggioranza era la prima espressione al vertice, Alessio Pascucci, sicuro come ha sempre fatto che la miglior difesa è l’attacco, comincia a distribuire delle romanissime “pizze” ma stavolta non ha funzionato. Ha trovato un muro di fronte che non aveva nessuna intenzione di prendersi la responsabilità che andava attribuita al leader e al suo braccio operativo, la giunta, che rendevano la manovra politica ferma e affetta da un immobilismo sconcertante. Gli spunti sono venuti dai temi  più caldi. Dai lavoro pubblici al decoro ambientale, che sono i settori che nonostante gli sforzi fanno fatica a mostrare la bandierina blu. E’ a questo punto che la reazione dei diretti interessati è piccata e decisa e quando aleggia la velata proposta di operare qualche cambio, che non sarebbe poi la fine del mondo, la bagarre è totale. Una cosa è emersa comunque chiara da quella “vivace” riunione di maggioranza. I molti componenti non sono disposti ad assumersi le rersponsabilità di pochi. Il primo passo dialettico verso la luce, quella luce che se non farà capolino, i più pensano che sarà il buio per tutti. Avevamo già annunciato la presenza di fenomeni di “bradisismo” nella maggioranza basando la nostra analisi sulla distrazione del suo leader impegnato in un progetto politico di respiro nazionale con il suo movimento l’Italia in comune. Avevamo parlato delle paure di un manipolo di persone non ancora pronte ad assumere ruoli operativi autonomi paragonandoli a “bimbi” traumatizzati da uno svezzamento improvviso ancora bisognosi di assumere il latte materno. 
Con quanto successo l’altra sera nella riunione di maggioranza emerge che non solo l’analisi si avvicinava di parecchio ma che si è assunta la consapevolezza che la velocizzazione dei tempi che di conseguenza rende ancora monca la loro preparazione politica, può essere la debacle per tutti e sul piano politico, quanto per molti sul piano occupazionale perché interromperebbe carriere appena iniziate tanto agognate. 

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