Pubblicato il

Tarquinia, Pd contro Mencarini: ''La città vuole delle risposte concrete''

Tarquinia, Pd contro Mencarini: ''La città vuole delle risposte concrete''

La segreteria del Pd attacca l’amministrazione Mencarini. Dito puntato contro Rinnova e il suo leader Catini «Il periodo di prova è ormai scaduto da un pezzo»

TARQUINIA – «Siamo nel buio più completo in tutti i sensi e niente a che fare con  il buio inquietante in cui versano le chiese di Tarquinia ormai immerse nell’oscurità da mesi, come la bellissima Santa Maria in Castello o l’altrettanto bella chiesa di Valverde. Questa amministrazione ne combina una al giorno, tanto da far apparire poca cosa la figuraccia di Catini e company all’ultimo consiglio». 
La segreteria del Partito democratico di Tarquinia, contesta l’immobilismo dell’amministrazione Mencarini ad 11 mesi dall’insediamenti. I democrat puntano il dito contro Rinnova e il suo leader Manuel Catini. (Agg. 17/05 ore 6.15) segue

“PREOCCUPA L’ASPETTO POLITICO”. «Una città alla deriva, immobile, stanca, prigioniera di Rinnova e che utilizza le opere lasciate dalla vecchia amministrazione per farsi bella e dare  ossigeno ad una attività amministrativa che solo dopo undici mesi ha già deluso quasi tutti i cittadini che l’hanno votata. – attacca il Pd –  Gli articoli roboanti sul Teatro che sta per finire e le opere di restyling al Lido sono delle vere e proprie appropriazioni indebite di chi in verità sulle stesse non ha fatto praticamente nulla. Ma è l’aspetto politico che fa più preoccupare. Catini, con i suoi accoliti di Forza Italia, mascherati da Rinnova, ha messo il bavaglio al Sindaco, sottoponendolo a ricatti continui, per coprire le sue sciocchezze infantili, che vanno dal saluto romano, ai numeri fasulli del pronto intervento al Lido che hanno causato un incidente diplomatico con il 118, alle minacce sui social, vedi uno a zero palla al centro». (Agg. 17/05 ore 6.45) 

​RIFLETTORI PUNTATI SU CATINI. «Inoltre – prosegue Armando Palmini –  le continue ingerenze dell’ex vice sindaco anche in campi non di sua pertinenza stanno innervosendo non poco alcuni assessori. Uno di questi, preso prigioniero dall’ex enfant prodige , è proprio Pietro Serafini, che dopo il consiglio della vergogna, sembra abbia perso pure la stima di Cerasa, Perinu e  Monti che invece volevano partecipare, tanto d’ arrivare fino alla porta di ingresso della sala consiliare. Ma è tutto il resto dell’azione amministrativa che sta preoccupando l’intera cittadina. L’Urbanistica è allo stallo totale, il commercio dopo lo scellerato provvedimento delle strade aperte e parcheggi selvaggi, è piombato nella crisi più nera, del turismo non ne parliamo, vista l’assenza perpetua dell’assessore al 60 per cento delle giunte, ben coadiuvato da quello all’agricoltura assente quasi sempre. La cultura è sparita come i libri della biblioteca gettati  in maniera maldestra dall’assessore competente, poi costretta ad andarli a recuperare in discarica, fino alle manutenzioni del tutto abbandonate, vedi le mura medievali coperte da erbe infestanti, percorsi pedonali inagibili, illuminazione a giorni alterni, parchi giochi inaugurati con tanto di fascia e poi immediatamente chiusi perché non a norma. Ce né per tutti i gusti e non valgono le difese ad oltranza delle truppe cammellate su facebook a far apparire dorato ciò che è ormai, dopo 11 mesi, già arrugginito e obsoleto». 

 «Molti sostengono che l’allontanamento definitivo di Catini potrebbe portare un po’ più di armonia in questa amministrazione, dove c’è da ricucire anche  il violento strappo con il presidente del consiglio Bergonzini, causato sempre dalla voglia di insabbiare tutto da parte di un Catini ormai in stato confusionale. Non spetta a noi dare i consigli al Sindaco,- dicono i democrat – ma è evidente che l’insofferenza nei confronti di Catini da parte di quasi tutti i consiglieri sta immobilizzando un’ attività amministrativa, ormai alle prese con l’arrivo della bella stagione, con tutti i problemi che ne consegue. Speravamo in un atto di coraggio di Idea Sviluppo, ma dopo la frattura all’Università  Agraria per colpa di Marco Guarisco e delle sue mancate dimissioni, anche questa speranza sta per tramontare». 
«Si parla di un corposo rimpasto, forse l’ultimo tentativo del Sindaco di dare una spinta alla sua squadra, spinta che si sta affievolendo sotto i colpi dell’ala dura di Rinnova e del suo leader in difficoltà. Noi lo speriamo, perché non godiamo del tanto peggio tanto meglio, ma il periodo di prova è ormai scaduto da un pezzo. La città vuole delle risposte concrete, che stanno invece svanendo tra litigi e prove di forza e inghiottite dall’oscurità come le nostre bellissime chiese, ormai abbandonate». (Agg. 17/05 ore 8)

ULTIME NEWS