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Con ‘‘Italia in comune’’ Pascucci decolla

Con ‘‘Italia in comune’’ Pascucci decolla

Alla convention con oltre 200 sindaci giunti da ogni parte d’Italia. Juri Marini: «Una furbata di fede Zingarettiana»  

di TONI MORETTI 

CERVETERI – «Siamo pronti a sfidare il polo populista che in queste ore sta spingendo l’Italia verso un futuro incerto, senza progetti, in cui prevale solo una gran voglia di prendersi delle poltrone. Italia in Comune è alternativo al populismo». Questo dice il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci, ormai coordinatore nazionale del nuovo partito Italia in Comune il cui presidente è Pizzarotti, già sindaco di Parma, durante l’ultima tappa del tour delle regioni che il partito sta portando a compimento, davanti ad una platea di oltre duecento sindaci e amministratori  giunti a Roma da tutta Italia. . Pascucci è decollato perseguendo l’orbita del suo disegno che lo vede in una dimensione politica diversa dal contesto fino a dove fino a questo momento ha operato e dal quale, per solenne promessa ai suoi elettori, non avrebbe dovuto estraniarsi o distrarsi perlomeno fino alla fine naturale del suo mandato.  A nulla sono volse le critiche strumentali, dice lui, delle forze di opposizione che hanno in diverse occasione hanno denunciato la sua “assenza” dai fatti comunali. Probabilmente, la forza cinetica provocata dall’evolversi di questo fatto nuovo, ha prevalso e lo ha risucchiato. C’è anche da dire comunque , che la resistenza è stata tenue, limitata a qualche  furioso intervento difensivo, come è successo alla ultima riunione di maggioranza, dove alcuni pezzi dei suoi, anche pesanti, hanno sottolineato certe inadeguatezze della manovra di governo e dove c’è stata un’accesa discussione con minacce di pesanti dimissioni, anche se poi è tutto rientrato.  Cerveteri sta a guardare,  sembra attonita a vedere affilare le armi ad un movimento di periferia che per maestria e fiuto politico del suo leader, assurge d’incanto a partito che intende giocare un ruolo, non si sa ancora quanto determinante, sullo scenario politico nazionale. La carta che gioca Alessio Pascucci è azzardata,  ma i suoi calcoli non lo sono per niente se ha puntato su una congiunzione che parte della cotta che parte dal momento in cui Zingaretti, “fulminato” da questo civismo espresso magistralmente da questo sindaco-personaggio, lo agevola fino a volerlo nella lista espressione del PD come consigliere metropolitano. Qualcuno del PD, dice che da allora Pascucci è attaccato a Zingaretti come una “ cozza” e che di conseguenza ogni sua azione è funzionale ad interessi politici comuni. Allora, Italia in Comune cosa può avere in comune ai due? Ce lo dice con una analisi politica tanto stravagante quanto intelligente, Juri Marini, controverso ma tenace consigliere comunale del PD che rimane nel PD che è ancora in attesa che i vertici del suo partito ritrovino l’orientamento e la finiscano di fare una opinione anche su ciò che indica la bussola: «Italia in Comune, mi pare essere, poco più o poco meno, questo si vedrà, una lista civetta di stampo piccatamente  populista e di fede Zingarettiana , messa in piedi per aiutare il PD a frenare l’emorragia di voti verso il movimento 5Stelle. Una piccola furbata. Insomma una presa in giro come è tipico delle liste civetta e non so quanto possa aiutare certe operazioni di ingegneria elettoralistica».

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