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Gru al porto, Gtc: "Silenzio assordante da parte di tutti"

Arrivati i mezzi acquistati dalla Cfft pronta ad operare così in autonomia. Gruisti e manutentori puntano il dito contro Molo Vespucci: "Sentiamo l'Authority sempre più distante da quello scalo che dovrebbe governare ed aiutare"

Arrivati i mezzi acquistati dalla Cfft pronta ad operare così in autonomia. Gruisti e manutentori puntano il dito contro Molo Vespucci: "Sentiamo l'Authority sempre più distante da quello scalo che dovrebbe governare ed aiutare"

CIVITAVECCHIA – L’arrivo in porto della gru acquistate dalla Cfft per il terminal agroalimentare, con la società pronta ad operare in autonomia, non placa le polemiche che si sono innescate nei mesi scorsi. Lo scalo volta pagina, ma non in senso positivo a detta dei Gruisti e manutentori della Gtc, azienda che vede minare così una pace sociale creata negli anni. 

“Per la prima volta dopo decenni il volto del porto di Civitavecchia cambia. Cambia quel sistema – hanno infatti spiegato – che per anni è stato in piedi e ha tenuto a galla, bene o male, l’intero sistema portuale, soprattutto quel delicato sistema di delicati equilibri e pace sociale. Da quando si è ufficializzata la vicenda, il personale della Gtc, giustamente preoccupato, ha immediatamente chiesto tramite le organizzazioni sindacali un incontro con la Autorità Portuale per chiarimenti, delucidazioni e soprattutto rassicurazioni. Da allora, la cosa che più preoccupa e infastidisce è il silenzio assordante di tutti, proprio tutti”.

Gruisti e manutentori si sarebbero infatti aspettati un qualche intervento da parte dell’Adsp, anche solo una dichiarazione di solidarietà; e invece nulla. “Sentiamo l’Authority sempre più distante da quel porto che dovrebbe governare ed aiutare – hanno aggiunto – ci sentiamo più che mai soli, abbandonati da tutti, anche da un sindacato che ormai nel film ha un ruolo di secondo piano, da comparsa, mai attore protagonista. Si è dato inizio ad una nuova era, quella della concorrenza in nome del profitto dove si parla solo di costi e tempi di lavorazione, dove l’uomo, il territorio vengono messi in secondo piano, con buona pace di chi per anni ha difeso la pubblicità del porto e della funzione sociale che esso stesso ha sempre rivestito, magari a volte tralasciando il profitto.
Speriamo solo che le regole siano le stesse per tutti e che tutti le rispettino. Così come speriamo che l’Autorità portuale si ricordi di quella categoria che ha sicuramente anche essa contribuito a rendere grande il porto di Civitavecchia, e tenga fede alla parola data negli anni precedenti, a dei lavoratori che la loro parte l’hanno fatta e che soprattutto – hanno concluso – hanno rispettato gli impegni presi con le istituzioni”.

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